Calvina, è una
prima volta
in«D»imenticabile

Al termine del match contro il Lumignacco esplode la gioia della Calvina: è serie D FOTOLIVE / Simone VeneziaOltre un migliaio di tifosi hanno accompagnato domenica la Calvina verso lo storico approdo in serie DIl presidente Vaia con GriffenIl tecnico Ennio BeccalossiIl pianto  di Tomasoni a fine gara
Al termine del match contro il Lumignacco esplode la gioia della Calvina: è serie D FOTOLIVE / Simone VeneziaOltre un migliaio di tifosi hanno accompagnato domenica la Calvina verso lo storico approdo in serie DIl presidente Vaia con GriffenIl tecnico Ennio BeccalossiIl pianto di Tomasoni a fine gara
Alberto Armanini 12.06.2018

Ennio Beccalossi lo ha puntualizzato dopo un nanosecondo d’intervista: «Quattro anni fa eravamo ultimi in Promozione, ora ci lasciamo alle spalle il campionato d’Eccellenza ed entriamo in Serie D». Il tecnico della Calvina ha lo sguardo provato e soddisfatto dello scalatore che si volta a contemplare il campo base dopo aver raggiunto la vetta. E che vetta! Calvisano non è più «soltanto» il paese del rugby e la dimensione calcistica può finalmente esercitare un bel contrappeso sullo straordinario movimento della palla ovale. Pur senza velleità di titolo (la salvezza basta e avanza, ci mancherebbe) da settembre anche i calciatori made in Calvina giocheranno in un campionato che assegna uno Scudetto. Non una cosa da poco per un paese di poco più di 8mila abitanti). Impensabile se si analizzano garbo e pazienza con cui proprietà e dirigenza hanno programmato il salto. Dire che a Calvisano non si aspettassero una stagione tra le prime file sarebbe falso. L’intesa col «blocco Castegnato», da cui sono arrivati giocatori eccellenti come Triglia, Tomasoni, Zambelli e Salvi, e dirigenti di spessore come Gigi Zucchi, doveva consolidare una base già forte. L’unione ha fatto la forza, ma ciò che nessuno aveva calcolato era l’epilogo. Là dove bresciane illustri si erano fermate, la «piccola» Calvina ha tirato dritto, andando fino in fondo con disinvoltura, capacità di dominare le partite soprattutto a livello nervoso e un trasporto popolare visto raramente in provincia negli ultimi anni. CHI C’ERA IERI e ci sarà domani, quando la squadra biancazzurra farà il suo debutto in D, non potrà che chiedersi da dove tutto questo è iniziato. E la risposta la fornirà Battista Battaglia, la memoria storica della società, colui che c’è sempre stato. Era lì, in campo, anche il 9 maggio del 2010, 8 anni fa, quando i biancazzurri vincevano la Seconda con Giambattista Treccani allenatore. La Calvina in Prima: già allora sembrava un miracolo. Il resto è venuto di conseguenza con una programmazione quadriennale rigorosa. In Promozione entro il 2013/14. In Eccellenza due anni fa. Ora in Serie D. Nel mezzo tanti piccoli ritocchi societari sotto la guida del presidente Marco Vaia, un investimento continuo sul vivaio e l’inserimento di figure giovani e audaci come Stefano Tosoni, il direttore (sportivo/generale) che ha portato la Calvina fuori dalla Bassa facendola dialogare con le altre società bresciane. Negli ultimi anni a Calvisano sono passati tanti ottimi giocatori che si confacevano alla filosofia della società, fatta di piccoli passi, sogni impossibili e traguardi ambiziosi. L’emblema? La partita con il Lumignacco. Credi che la Calvina non ce la possa fare mai, che debba sempre soffrire oltre le proprie possibilità, che rischi addirittura di perdere l’obiettivo per strada, poi arriva lo scatto d’orgoglio e tutto si sistema. E ora? Se lo chiedono in molti. «Nessun dubbio - dicono Vaia e Beccalossi -. Andiamo avanti in D». • © RIPRODUZIONE RISERVATA