«Un’altra impresa
e sarei il presidente
più felice di tutti»

Giuseppe Cesari, 51 anni, presidente del Brescia Femminile
Giuseppe Cesari, 51 anni, presidente del Brescia Femminile
08.11.2017

Il Brescia si appresta all’ennesima sfida di Champions dopo che, per la terza edizione consecutiva, è approdato agli ottavi. Anche se questa volta mancherà il facino della notturna e il brivido di giocare a Mompiano.

Presidente Cesari, si aspetta ancora un’impresa dalle sue ragazze?

Dall’inizio della stagione la squadra non ha fatto altro che sorprendermi. Se riuscissero a passare anche questo turno sarei davvero il presidente più felice del mondo. Ma intanto giochiamoci al meglio questa prima sfida. Serve la massima concentrazione.

Il sorteggio ha opposto il suo Brescia al Montpellier. che per qualificarsi alla Champions League è arrivato secondo nel campionato francese davanti a una corazzata come il Paris St. Germain. Potevate essere più fortunate, pescando una rivale sulla carta più abbordabile?

Le francesi, insieme alle inglesi del Chelsea, erano la formazione da evitare a tutti costi. Sicuramente la dea bendata non ci sta dando una mano, anche perchè in entrambi i sorteggi eravamo testa di serie. Ma come già avvenuto quando pescammo l’Ajax, non ci piangiamo addosso e andiamo in campo per dimostrare tutto il nostro valore. Con i fatti e non certo a parole.

Lei è famoso per essere un presidente che non le manda a dire ai propri allenatori, ma dopo un inizio di stagione cosi esaltante è davvero complicato muovere qualche critica a Gianpiero Piovani. È davvero l’arma in più di questo Brescia?

Non mi aspettavo che dopo così poco tempo si vedesse in questo modo la sua mano. È riuscito a dare una mentalità vincente a una squadra praticamente nuova: non è una cosa da poco. Con lui ho un ottimo rapporto, spesso ci confrontiamo su tante cose e per un presidente che ama il calcio come me, è davvero importante capire il perchè di alcune scelte. Ma la squadra non solo sta ottenendo grandi risultati, ma lo fa giocando in modo sempre propositivo.

La scelta dello stadio, ricaduta su Lumezzane, e soprattutto dell'orario (le 15) della partita contro il Montpellier ha scatenato una lunga serie di polemiche. Di chi è la colpa di questo pasticcio?

Non sono qui per alzare il dito contro qualcuno o lanciare accuse, ma ritengo che non permettere a una squadra che disputa la Champions League, ovvero la massima competizione europea, di giocare nella propria città sia piuttosto grave.

Quindi, è arrabbiato?

Dopo il no all'uso del Rigamonti, l’unico impianto disponibile in provincia era quello di Lumezzane il cui impianto di illuminazione però non è a norma per gli standard dell’Uefa. Sono davvero dispiaciuto per come sia andata la questione ma nonostante tutto spero ci possa essere una buona presenza di pubblico. Ne abbiamo davvero bisogno per provare a scrivere un'altra pagina di storia.

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