Suazo è durato tre
partite. Il Brescia
si affida a Corini

Eugenio Corini accompagnato dal team manager Edoardo Piovani pronto a dirigere l’allenamento
Eugenio Corini accompagnato dal team manager Edoardo Piovani pronto a dirigere l’allenamento
Gian Paolo Laffranchi 19.09.2018

Adesso si tratta di ribaltare i numeri, le tendenze. Dopo l’ennesimo ribaltone. Il Brescia cambia, e questa non è una novità. Quinto allenatore in poco più di un anno di presidenza per Massimo Cellino, che manda via David Suazo (primo esonero stagionale in Italia) e si affida a Eugenio Corini. Gli allenatori collezionati adesso sono poco meno della metà delle vittorie ottenute (5, contando Roberto Boscaglia, Pasquale Marino, Ivo Pulga, contro 11, tutte nelle scorso campionato). Coerenza di fondo nei risultati da cancellare: il Brescia era in zona-pericolo l’anno scorso (si è salvato all’ultima giornata) e lo è adesso (dopo soli 3 turni). I trend da invertire: in settimna gli allenamenti a porte chiuse continuano, in partita la porta per gli avversari è sempre aperta (mai inviolata in 5 incontri fra campionato e coppa Italia). DUNQUE CORINI. Un bresciano alla guida del Brescia. Una soluzione intelligente, allenatore esperto che conosce la piazza. E nella squadra del cuore è nato e cresciuto. Conosce il campionato, i giocatori. Anche sabato ha visto la gara con il Pescara. Ora riallaccia il discorso che a Brescia si era interrotto con Gigi Cagni, capace nel 2017 di salvare i colori della sua città all’ultima giornata, con un gran finale. Corini dovrà fare di più: l’asticella è posizionata ben più in alto, dopo un mercato estivo pensato per la corsa-promozione. «L’esonero di Suazo è stata una scelta sofferta ma dovuta, che va oltre i personalismi e va incontro ai tifosi, che in questi anni hanno sofferto abbastanza e meritano ben altro - ha detto il presidente Cellino -. Con David non credo di aver sbagliato nella scelta dell’allenatore, ma forse era l’uomo giusto nel momento meno adatto. Il campionato non aspetta: il nostro obiettivo non cambia e ritengo che un tecnico di esperienza sia la soluzione migliore. Corini l’ho sempre stimato da calciatore e da allenatore e il suo arrivo - ha concluso Cellino - deve ridare tutto l’entusiasmo che Brescia merita». Corini ha chiesto e ottenuto di portarsi lo staff che lo segue abitualmente. I fedelissimi: il vice allenatore Salvatore Lanna, il preparatore atletico Salvatore Sciuto, il preparatore dei portieri Alessandro Vitrani, i collaboratori Stefano Olivieri e Vincenzo Leonardi. TECNICO abituato alle alte tensioni del calcio italiano (con il Chievo ha conquistato due salvezze in A), il bagnolese appare tutto il contrario di Suazo, che era un debuttante e che Cellino sembrava voler forgiare a propria immagine e somiglianza: un allenatore giovane, votato al calcio offensivo, tutto da scoprire. E da aiutare a crescere. L’aveva scelto, e una settimana fa gli aveva anche tolto il possibile fattore di disturbo di un vice poco allineato, Cesare Beggi, affiancandogli Valeriano Recchi. Che a Brescia non è durato una settimana. Se non un record, poco ci manca. Niente di eccezionale, però, nel frullatore di un club ormai abituato ai ribaltoni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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