Rivoluzione Brescia:
dopo la Salernitana...
ora tocca a Salerno

Renzo Castagnini (61 anni)
Renzo Castagnini (61 anni) (BATCH)
07.12.2017

Gian Paolo Laffranchi

La rivoluzione per gradi. Massimo Cellino sta cambiando il Brescia così. Passo dopo passo. Non è arrivato in estate per rovesciare il tavolo e ribaltare tutto subito. Ha agito man mano, cercando di capire cosa gli andasse bene e cosa no. Trasformando il club lentamente a sua immagine e somiglianza. L’avvicendamento che porterà Nicola Salerno ad essere il nuovo direttore sportivo, carica finora ricoperta da Renzo Castagnini, è l’ennesima mossa di una partita a scacchi col destino di una società che a detta del patron sardo «si era seduta, abituata a una mediocrità tranquilla, a una normalità senza ambizioni». Qualcosa che decisamente non appartiene al dna di Cellino, semmai devoto al motto rock and roll «meglio bruciare subito che spegnersi lentamente» (Neil Young disse, Kurt Cobain riprese). L’ATTITUDINE ROCK and roll riporta il presidente ad un vecchio compagno di ballo, uno che lo conosce bene e ha già dimostrato di essere un ottimo partner. Nicola Salerno, figlio dell’ex presidente del Matera nonché senatore Carmelo Francesco, sta per tornare in Basilicata: sua figlia sta per renderlo nonno. Ieri, prima di dedicarsi nuovamente agli affetti, ha incontrato Cellino nella sede del Brescia, e con Cellino ha cenato, affrontando orizzonti e scenari di quella che diventa la sua nuova realtà calcistica. La missione è tosta: riportare in alto il Brescia, che fatica in B (sabato ha battuto la Salernitana dopo 4 turni senza vittorie), ma entro un paio d’anni conta di tornare in A. L’esperienza di sicuro non gli manca. Partito proprio dal Matera, poi al Ravenna, al Licata, alla Triestina, al Messina, al Catania, quindi al Cagliari celliniano, con cui fu promosso in A nel 2003-2004. Ma il suo giro è stato lungo: Foggia, di nuovo Cagliari, Salernitana, di nuovo Messina, Grosseto, di nuovo Catania e di nuovo in A, per la terza volta Cagliari, quindi l’Inghilterra: dal Leeds United con Cellino al Watford da consulente. Nel gennaio scorso è tornato in Italia, al Palermo, in A, per poi dimettersi in aprile. Brescia è la sua ripartenza. Dato per scontato l’arrivo di Salerno in biancazzurro, le possibilità sarebbero due: un affiancamento, una sostituzione. La seconda soluzione è la più plausibile: destinato a interrompersi un rapporto in scadenza a fine campionato. La prima formula, invece, consentì l’approdo proprio di Castagnini, nel suo primo periodo bresciano. ARRIVATO nella scia di Rinaldo Sagramola, che all’inizio del 2015 diventava amministratore delegato del Brescia in una delicata fase di passaggio fra l’era-Corioni e la gestione post-salvataggio societario, Castagnini da principio ha affiancato Andrea Iaconi, il precedente direttore sportivo che alla corte del «pres» era arrivato nel 2011, sfiorando una promozione in A (semifinale playoff nel 2013). Castagnini è stato ds con Sagramola ad. Dal 2015 al 2017, una retrocessione in Lega Pro con penalizzazione e poi ripescaggio a tavolino, un undicesimo e un quindicesimo posto. È rimasto al suo posto dopo l’allontanamento di Sagramola, due mesi fa. La mossa precedente nei lavori in corso di Cellino. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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