Problemi nello staff tecnico: lascia il vice allenatore Beggi

Gian Paolo Laffranchi 08.09.2018

Anche nell’era degli allenamenti a porte chiuse, le voci corrono. Il Brescia suda allo stadio Rigamonti e son vietati gli occhi indiscreti? Gli spifferi non mancano comunque. Non mancano mai e del resto è così ovunque. Succede così che al centro sportivo San Filippo, un pomeriggio, i tifosi già parlino di novità riguardanti lo staff di David Suazo. In via Bazoli si allenano le giovanili e qui ancora gravitano tanti appassionati, ovviamente legati in primis alla prima squadra. Il rumore diventa notizia perché una tessera del puzzle tecnico sarebbe mancante già da quest’oggi, in occasione della partita amichevole con il Monza: avrebbe già lasciato il Brescia Cesare Beggi, il vice allenatore. BEGGI, salvo sorprese, non siederà in panchina accanto a Suazo per il test odierno al Brianteo. Era arrivato quest’estate dalla Feralpisalò, dove era coordinatore sportivo del settore giovanile sotto la guida del responsabile del vivaio Pietro Strada e aveva anche avuto modo di svolgere il ruolo di primo allenatore per 3 giornate, conquistando 4 punti in Serie C. Anche sul lago di Garda, non a caso, ieri si parlava dei movimenti in casa biancazzurra. A Brescia Beggi aveva seguito il direttore generale Francesco Marroccu, in precedenza pure a Salò. Era stato chiamato per vestire i panni del vice di Suazo, che è alla prima esperienza da allenatore di un club professionistico. Suazo avrà dunque un nuovo vice al suo fianco. Da capire se nell’allontanamento di Beggi abbiano prevalso ragioni personali o divergenze con la guida tecnica. In questo senso, il post-partita di La Spezia sarebbe stato carico di tensione, com’era comprensibile dopo una sconfitta maturata in quel modo, dopo essere passati in vantaggio e segnando 2 gol in trasferta, con le ultime 2 sostituzioni consumate in una manciata di minuti nel finale a tradire l’ansia di rimontare (Morosini è stato spostato da punta a trequartista, ma subito dopo richiamato per far entrare Spalek). Cambiare si può e nell’era celliniana succede spesso: il Brescia in un anno ha visto andarsene allenatori (Boscaglia, Marino, Pulga), dirigenti e dipendenti a vario titolo (Salerno, Cristallini, Filucchi e Dallamano, ma anche Violini, Mini, Squassoni e Giuliani, Armanini, Campus e Della Corte). Un ribaltone per fare la rivoluzione, che è attesa con fiducia ma tarda ad arrivare: archiviata una salvezza all’ultima giornata, dopo un inizio faticoso (1 punto in 2 partite) il 15 ci sarà una nuova chance di vittoria contro il Pescara. Salvo sorprese, con un nuovo vice in panchina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA