Ore decisive
per Boscaglia:
potrebbe saltare

Roberto Boscaglia, 49 anni, allenatore del Brescia: nel 2015-16 arrivò undicesimo, ora ha conquistato 10 punti in 8 gare [FOTOGRAFO]FOTOLIVEFrancesco Guidolin: ha detto noMimmo Di Carlo: pronto subitoAndrea Mandorlini: sul taccuinoBeppe Iachini: è indecisoRoberto De Zerbi: è brescianoPasquale Marino: nel mirino
Roberto Boscaglia, 49 anni, allenatore del Brescia: nel 2015-16 arrivò undicesimo, ora ha conquistato 10 punti in 8 gare [FOTOGRAFO]FOTOLIVEFrancesco Guidolin: ha detto noMimmo Di Carlo: pronto subitoAndrea Mandorlini: sul taccuinoBeppe Iachini: è indecisoRoberto De Zerbi: è brescianoPasquale Marino: nel mirino (BATCH)
11.10.2017

L’allenamento di ieri pomeriggio, il primo della settimana che porta alla sfida interna di sabato con il Novara, potrebbe essere stato l’ultimo per Roberto Boscaglia e per il suo staff.

Il destino dell’allenatore siciliano è segnato. Se Cellino, di ritorno da Londra, oggi troverà l’accordo con il sostituto, provvederà subito al cambio. Altrimenti aspetterà la sfida contro i piemontesi del bagnolese Eugenio Corini.

Ma quale è la situazione? Intanto l’identikit del tecnico ideale: spregiudicato, che giochi senza alcuna remora, senza temere l’effetto di risultati negativi. Cellino, il suo primo allenatore al Brescia, sarebbe disposto a difenderlo a spada tratta, anche a fronte di una serie continuativa di risultati negativi. Come fece con Allegri a Cagliari nel 2009-10, sostenuto nonostante le 5 batoste iniziali consecutive.

Il patron in primis ha puntato al bersaglio grosso, a Francesco Guidolin, 62 anni, che però ha declinato l’invito: dopo lo Swansea in Premier League, salvo ripensamenti cerca un’altra esperienza all’estero.

GRANDE è la stima del patron nei confronti di Beppe Iachini, classe 1964, contattato un anno fa per il Leeds. Cellino sta pensando seriamente di riportarlo in biancazzurro a 7 anni dalla promozione in Serie A, l’ultima del Brescia. Ma Iachini ha chiesto qualche giorno di tempo: aspetta l’evolversi della situazione in Serie A, dove potrebbero liberarsi alcune panchine (Sassuolo, Cagliari, Verona).

La soluzione più semplice è Mimmo Di Carlo. Già presente quest’anno al Rigamonti in occasione dello 0-0 contro la Pro Vercelli, Di Carlo, 53 anni, è entusiasta all’idea di far parte del progetto celliniano ed è pronto a dire «sì» subito. Di Carlo ha fatto benissimo a Mantova, portato dalla C2 alla B tra il 2003 e il 2005 e l’anno successivo alla finale play-off per la Serie A persa con il Torino; bene con il Chievo in A, discretamente con lo Spezia nelle ultime 2 stagioni, l’ultima chiusa con la qualificazione ai play-off.

Roberto De Zerbi è l’ipotesi più suggestiva. È il più giovane dei candidati (ha 38 anni), è bresciano e innamorato vero del Brescia, ha guidato Darfo, Foggia e Palermo. In estate sembrava a un passo dal Las Palmas, Liga spagnola. Soprattutto ha un tipo di gioco molto offensivo che piacerebbe non poco a Cellino.

DE ZERBI è anche il tecnico con meno esperienza del lotto. Opposto all’ex fantasista biancazzurro, per esperienza e idea di calcio, è Andrea Mandorlini, ritenuto allenatore di carattere, fermo dopo la non felice parentesi della scorsa stagione al Genoa (6 partite, una vittoria, un pari e 4 sconfitte) ma che in Serie B ha già vinto con l’Atalanta nel 2003-2004 e con il Verona nel 2012-2013.

Intriga anche Pasquale Marino, che però nel campionato passato ha fallito la Serie A con il Frosinone, ritenuto attrezzatissimo grazie al «paracadute» di svariati milioncini per chi è retrocesso in B. Il dubbio sul tecnico siciliano, una promozione col Catania nel 2005-2006, è l’involuzione tattica: dal 4-3-3 spregiudicato e spettacolare a un più conservativo 3-5-2.

La scorsa stagione, alla seconda di ritorno, il suo Frosinone sconfisse in casa il Brescia per 1-0, nonostante i furibondi attacchi nel secondo tempo dei biancazzurri: Marino si salvò mandando in trincea la sua squadra. Cellino prenderebbe il Marino prima maniera, non la versione più recente. V.C.

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