Machin fa volare
l’Airone: la strana
coppia del Brescia

José Machin, Andrea Caracciolo: il nuovo asse per un attacco del Brescia più imprevedibile FOTOLIVE/Venezia
José Machin, Andrea Caracciolo: il nuovo asse per un attacco del Brescia più imprevedibile FOTOLIVE/Venezia
Gian Paolo Laffranchi14.11.2017

C’è chi inventa e chi concretizza. La fantasia e il fiuto. Servono entrambi, vincono insieme. José Machin e Andrea Caracciolo parlano la stessa lingua, anche se il talento assume in loro sembianze differenti. L’ex romanista è un esteta dall’ultimo passaggio geniale, la sua qualità è nella sua imprevedibilità. E il suo calcio verticale è perfetto per ispirare il volo dell’Airone, che sulla base dei suoi suggerimenti decolla che è un piacere. Terzo gol in tandem, prove ormai evidenti di un’intesa che a questo Brescia può fare soltanto bene.

Le reti confezionate dal duo hanno contribuito finora a 7 punti. Quando producono insieme, il fatturato biancazzurro è soddisfacente. Non si perde mai. Si capivano bene dall’inizio, anche se la mossa tattica di Marino, che ha avanzato il raggio d’azione del centrocampista di scuola Barcellona consentendogli di giostrare da trequartista. Ruolo che chiaramente predilige.

Tre gioie da incorniciare. Tre sequenze di ripassare per capire come la Leonessa può piazzare zampate vincenti. Per verificare quanto può essere un’arma letale questa strana coppia che non si compone di punta + punta, ma trequartista che gioca d’anticipo + centrattacco che in area si fa sempre valere (ma sempre, proprio).

IN PRINCIPIO fu Brescia-Perugia. La vittoria più esultante del breve Boscaglia-bis. La rimonta che ha sancito poi il crollo degli umbri (con tanto di esonero dell’ex biancazzurro Federico Giunti), impensabile il 30 settembre quando proprio loro guidavano la classifica, e pure nel punteggio dopo la prodezza di Han al 4’ del secondo tempo. Prima della zampata finale di Bisoli (a 10 minuti dalla fine), ecco al 20’ la prima prova dell’esistenza dell’asse virtuoso Machin-Caracciolo: il neoguineiano che disorienta gli avversari con un movimento felpato, si incunea in area e serve di sinistro a pelo d’erba un pallone che l’attaccante milanese in spaccata trasforma in oro. Non è una rapina, ma un colpo destinato a ripetersi.

Scena simile a Pescara. Il 28 ottobre, in casa degli abruzzesi zemaniani. Un trionfo. Colonna sonora da spellarsi le mani con un picco d’alta classe al 18’ della ripresa: lancio sopraffino di Machin, un piatto sinistro a premiare lo slancio di Caracciolo: stoppa al volo, esterno vincente, tutto di destro. Fiorillo battuto, raddoppio servito fra portate pure prelibate, il timbro dello stesso Machin con una conclusione prepotente al 36’ del primo tempo, la finta con gol di Ferrante al 20’ del secondo.

Infine, domenica scorsa. Una gioia per gli occhi, vedere e rivedere cosa si sono inventati quei due. Il cross telecomandato di Machin, il volo cinematografico di Caracciolo. Il vantaggio all’8’, pareggiato da Verna 4’ dopo.

Qualche commentatore, osservando la dinamica, ha detto che l’Airone ha sfruttato un pallone che chiedeva soltanto di essere spedito in porta. Falso. In realtà, i meriti sono da dividere fifty-fifty: Caracciolo è il cannoniere più prolifico della storia del Brescia, il suo gesto atletico andrebbe insegnato nelle scuole di calcio e dovrebbero mandarlo a memoria tutte le punte centrali in attività; senza nulla togliere alla precisione, millimetrica, del traversone di Machin.

IL SEGRETO è proprio questo. Machin e Caracciolo sono diversi, è chiaro, ma si completano e le qualità dell’uno sembrano fatte apposta per esaltare l’altro.

José sa far correre il pallone rapido, fa leva su un pensiero forte che si traduce in passaggi mai banali. Andrea, con gli anni, ha perso gioventù ma guadagnato grinta, esperienza, malizia sotto porta. Sbaglia poco, sfrutta le occasioni. Caracciolo sempre più implacabile, Machin portatore sano di un calcio intuitivo come pochi. Insieme fanno scintille. E in un reparto che si avvale di volta in volta di un terzo interprete (le soluzioni non mancano, dai muscoli di Ferrante e Torregrossa alla velocità di Furlan) la loro intesa può risultare amplificata. Un volano per il Brescia che altrove (negli automatismi in mezzo al campo e sulle fasce, in particolare) ha i suoi problemi da risolvere.

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