La promessa di Donnarumma «Brescia, la Serie A insieme»

Alfredo Donnarumma (a destra) in allenamento con i nuovi compagni: lo scorso anno 23 gol con l’EmpoliPer Donnarumma anche i primi autografi bresciani al San FilippoAlfredo Donnarumma, 27 anni, nel corso della presentazione al San Filippo.
Il bomber è reduce dalla promozione in A con l’Empoli SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia
Alfredo Donnarumma (a destra) in allenamento con i nuovi compagni: lo scorso anno 23 gol con l’EmpoliPer Donnarumma anche i primi autografi bresciani al San FilippoAlfredo Donnarumma, 27 anni, nel corso della presentazione al San Filippo. Il bomber è reduce dalla promozione in A con l’Empoli SERVIZIO FOTOLIVE / Filippo Venezia
Vincenzo Corbetta 15.07.2018

A sentirlo parlare sembra di vederlo in agguato in piena area di rigore, implacabile come 2 mesi fa al Rigamonti, 12 maggio, dentro al 21’ del secondo tempo e, zac, prima della fine lascia il segno, Brescia 0 Empoli 2: «Sono venuto qui perché intendo giocare la Serie A da protagonista - dice Alfredo Donnarumma , 27 anni, l’acquisto più atteso -. Io devo credere nelle cose e a Empoli avevo percepito che non era aria». Così, eccolo allenarsi con i compagni con cui aveva conquistato la Serie A, protagonista con 23 reti, secondo cannoniere cadetto dietro al compagno di squadra Caputo, ma con la consapevolezza di dover ripartire daccapo: «Ma Brescia è un bel ripartire, credetemi. È una piazza dove c’è storia, dove c’è un certo tipo di pubblico. Ci sono abituato fin da Salerno». DONNARUMMA confessa lo scetticismo iniziale: «Non pensavo che questa operazione potesse realizzarsi. Ma Cellino ha insistito tanto, lo ringrazio perché mi ha voluto a tutti i costi. Ha sempre creduto in questo trasferimento». E il presidente lo ha conquistato al primo colloquio: «Mi ha detto che vuole fare grandi cose, l’ho visto carico, determinato al massimo. Raramente un dirigente fa ciò che Cellino sta realizzando in pochi mesi, come il centro sportivo. Per questo credo fortemente nel fatto che a Brescia io possa tornare in Serie A e giocarla da protagonista». Il primo dribbling in biancazzurro dell’attaccante di Torre Annunziata (Napoli) è contro l’ombra del suo predecessore: «Già, Caracciolo. Abbiamo giocato contro diverse volte, so che ragazzo è, soprattutto che attaccante è. Un monumento per questa piazza e per la società. Mi avrebbe fatto piacere affiancarlo». Pochi secondi e riecco il cinismo del bomber anche fuori dal campo: «Io non mi sento il suo sostituto - precisa -. Sono semplicemente un calciatore che è venuto in una piazza come Brescia per fare il suo lavoro e cercare di dare il meglio». MEGLIO concentrarsi sul presente: «A chi mi chiede cosa aveva l’Empoli di così speciale, rispondo che il segreto stava nel gruppo. Se si vuole costruire un progetto vincente, bisogna iniziare dall’interno. Ho conosciuto i ragazzi qui, in tutti loro ho notato una grande voglia di fare un campionato di vertice. Una buona base di partenza». Donnarumma se ne frega delle aspettative («Sono uno stimolo, non un freno») e ritiene che la fiducia sia importantissima: «A Brescia l’ho avvertita subito. Sono contento di avere questa responsabilità. Cellino con me ha fatto un’operazione non indifferente, lo devo ricambiare alla grande». Quattro anni di contratto a 300 mila euro netti l’anno, 1,7 milioni per il cartellino all’Empoli, un’operazione superiore ai 4 milioni di euro: «Io sono sicuro che ho tutte le possibilità di ripetermi. A me piace giocare a fianco di un’altra punta, che io sia la prima o la seconda non fa differenza - e Donnarumma spiega le proprie caratteristiche -. Con Caputo ci esaltavamo a vicenda. Quando ci sono calciatori bravi in una squadra, è tutto molto più semplice. Ma bisogna fare gruppo, altrimenti le qualità non contano. E poi punto sull’effetto Suazo: lui è stato un grande bomber, mi insegnerà tanto. E io imparerò: voglio arrivare in Serie A da protagonista e sono a Brescia apposta». Donnarumma è sempre in agguato in area di rigore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA