Il Brescia si rimette in viaggio e ha già una grande chance

Daniele Dessena, 31 anni, in allenamento: il centrocampista potrebbe partire titolare contro il Perugia
Daniele Dessena, 31 anni, in allenamento: il centrocampista potrebbe partire titolare contro il Perugia
Vincenzo Corbetta 19.01.2019

La colpa è tutta del Brescia, che oggi riprende il girone di ritorno da Perugia (ore 18), dal secondo posto maturato con la gestione di Eugenio Corini, 30 punti in 15 partite dopo la breve parentesi iniziale di David Suazo (2 in 3). E ha già una grande occasione: in caso di successo andrebbe a soli 2 punti dalla capolista Palermo, ieri sera battuta dalla Salernitana nell’anticipo. Questo deve essere l’habitat naturale del Brescia nella sua casa (61° campionato di B: record italiano) è questo, l’alta classifica, la lotta per la promozione in A. Durante il crescendo coriniano, ci si accontentava di qualche pareggio fuori casa, soprattutto paragonandolo al passato: «L’anno scorso una gara così l’avremmo persa». IL PROBLEMA è che proprio l’artefice di questo cambiamento, una volta sì e l’altra pure, ripete che no, accontentarsi è vietato. Non lo può fare una formazione che ha grandi potenzialità ed è stata costruita per il massimo traguardo. Che sia seconda al termine del girone d’andata, dovrebbe rientrare nella norma, essere parte costante della storia di ogni stagione. Dunque, si riparte. Il 100 per cento di vittorie casalinghe con Corini sta compensando l’unico successo esterno (a Salerno, 3-1) a fronte di 2 sconfitte e 6 pareggi. La chiave per fare il definitivo salto di qualità passa proprio dal miglioramento del rendimento esterno. Perugia, in questo senso, è un esame mica da ridere. La tradizione è negativa, soprattutto negli ultimi anni (4 sconfitte nelle più recente 4 uscite). Soprattutto non deve mutare l’atteggiamento in campo. Il Brescia gioca con una grinta che non si vedeva da anni, mantiene la lucidità anche nei momenti più difficili, anzi soprattutto nei momenti più difficili. SE I 6 PUNTI persi all’inizio dall’85’ in poi tra Perugia (al Rigamonti: pari umbro di Vido su rigore al 94’), Pescara e Crotone si sono trasformati nei 5 conquistati in extremis tra Lecce, Ascoli e Cremonese, significa che questa squadra ha finalmente capito come sfruttare le proprie potenzialità. E in nessun’altro campionato come la B, viene premiato chi ha più coraggio. Non per niente il presidente Massimo Cellino dice che «per andare in Serie A diretti dobbiamo segnare 80 gol». Non fa un discorso di punti, ma di reti, dunque di atteggiamento. Corini ripete che «bisogna mantenere l’equilibrio che ci ha contraddistinto nel girone d’andata». Ma l’equilibrio si conserva pure segnando una rete più degli altri. Il Brescia non è mai rimasto all’asciutto in 18 giornate ma solo in 2 ha tenuto la porta inviolata. Porta che, oggi, sarà difesa da Andrenacci: Alfonso, nella rifinitura, ha accusato un risentimento muscolare. A centrocampo debutta Dessena, Cistana dovrebbe partire titolare in difesa. A tutti si chiederà l’impresa e la colpa è solo del Brescia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA