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Il Brescia si conferma con una grande ripresa È un punto di carattere

Nikolas Spalek, Sandro Tonali e Leonardo Morosini salutano i tifosi a Cittadella: per il Brescia un punto prezioso  FOTOLIVE / FILIPPO VENEZIA, EMANUELE PENNACCHIO
Nikolas Spalek, Sandro Tonali e Leonardo Morosini salutano i tifosi a Cittadella: per il Brescia un punto prezioso FOTOLIVE / FILIPPO VENEZIA, EMANUELE PENNACCHIO
21.10.2018

La ripresa del Brescia non teme rivali. Da zero a cento a suon di reti. Peccato che l’impianto di accensione non sia degno del motore ed è la seconda giornata di fila che accade. A Cittadella, dopo un inizio incoraggiante, il Brescia grippa per 2 volte. Fortuna che c’è la ripresa e l’accelerazione decisiva la dà Morosini, degno sostituto dell’infortunato Donnarumma: 2 gol, un terzo sfiorato. Alla fine, ad avere più ottani nella benzina è il Brescia, capace di rimettersi in pista e, dopo aver rischiato il testacoda (tra i 2 gol di Morosini rigore negato al Cittadella e palo su punizione di Benedetti), nel finale crea i presupposti per i rimpianti: sgambetto netto di Drudi su Dall’Oglio (anche in questo caso rigore solare) e 2-3 occasioni sprecate. Corini, intanto, continua a tenere immacolato il suo percorso da profeta in patria: 2 vittorie in casa, 3 pareggi in trasferta. È media inglese perfetta e così si arriva in alto. Alla fine, ripassando mentalmente la partita, il retrogusto è amaro ma conferma l’attitudine del Brescia, nel bene e nel male. Questa squadra prenderà sempre un bel po’ di reti, ma è in grado di segnarne di più. Chi ha un simile ventaglio di soluzioni offensive? Chi ha uno come Donnarumma, un gol a partita di media? E chi una riserva come Morosini, che in 270 minuti giocati, cioè 3 gare, e solo 2 da titolare, ha già segnato 4 reti? A CITTADELLA il Brescia dà ancora una volta la doppia versione di sé: è da Formula 1 fino all’1-0 quando risponde colpo su colpo al gioco veneto, fatto di lanci lunghi, di grande fisicità, di contrasti spesso portati al limite del regolamento e tollerati da Illuzzi di Molfetta. Preso l’1-0 di Finotto al 13’, il Brescia diventa da rottamare, capace di innervosire il suo allenatore in panchina e i suoi stessi protagonisti. Un litigio a distanza tra Alfonso e Tremolada («Tutta energia positiva», la giustificazione finale di Corini) è visibile anche dalla tribuna e precede di poco il 2-0 del Cittadella, nato da un pasticciaccio tra Cistana e Alfonso, ex di turno, sfruttato dall’astuto Strizzolo. Quella palla lemme lemme che si infila nella porta biancazzurro sembra la fine di tutto. Il Brescia non reagisce, in tutto il primo tempo crea 2 occasioni sullo 0-0 con Torregrossa (colpo di testa mancato) e Ndoj, fermato in extremis dall’ex Cancellotti, autore del cross del primo gol di Finotto. NEL SECONDO TEMPO Corini non cambia, si fida ancora dello schieramento a trazione anteriore, con Tremolada alle spalle di Torregrossa e Morosini. Quest’ultimo, non pervenuto nel primo tempo (non il solo, comunque), nella ripresa diventa devastante. Come tutto il Brescia. La riscossa la danno i centrocampisti che iniziano ad arrivare per primi sul pallone. E da una rimessa laterale, originata da una respinta di piede di Paleari su Sabelli, nasce al 5’ il gol che riapre tutto: centro di Tremolada, inzuccata di Morosini. Il Brescia è la squadra che dovrebbe essere per tutta la partita, o quasi, non solo per un tempo. Ne accetta i rischi (palo di Benedetti su punizione, concessa per un fallo di Tonali su Finotto avvenuto un metro dentro l’area ma non per l’arbitro). Rispetto alla versione da rottamare, il Brescia da Formula 1 gioca di più per vie centrali anche se il 2-1 arriva da un cross dalla fascia (destra). Il 2-2 esemplifica meglio di qualunque lezione teorica ciò che fa sperare in un campionato di vertice: Bisoli va in pressing a metà campo su Iori e gli ruba il pallone, Ndoj fa ripartire l’azione e smarca mirabilmente Morosini. L’assist dell’albanese è da maestro, l’aggancio del bomber-altro pure: due passi, destro dall’interno dell’area e palla tra le gambe di Paleari. Con il passare dei minuti è il Brescia a crescere. Escono gli uomini migliori (l’ex Feralpisalò Settembrini da una parte; Tremolada, soprattutto Morosini dall’altra). E anche se il cambio del goleador di primo acchito si capisce poco («non ho chiesto io di uscire», dirà negli spogliatoi il diretto interessato), il suo sostituto Spalek arriva in leggero ma fatale ritardo su assist morbido di Ndoj. Effetti di una ripresa da Formula 1, ma l’impianto di accensione è da rottamare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA