Il Brescia del coraggio
cala un poker d’autore
ed esalta Donnarumma

L'esultanza dei giocatori del Brescia: significativo l'abbraccio tra Tremolada e Donnarumma
L'esultanza dei giocatori del Brescia: significativo l'abbraccio tra Tremolada e Donnarumma
Vincenzo Corbetta 08.10.2018

Così! A briglie sciolte, con coraggio, con i giocatori nei ruoli giusti. Altro che il Brescia versione Ligabue, imbottito di mediani che si fa mettere sotto da una neopromossa. Con le due punte servite a dovere da un trequartista vero (Tremolada, entrato nel secondo tempo), il Brescia ristabilisce le gerarchie nei confronti del Padova. Non c’è storia, la verità la racconta il 4-0 della ripresa, non lo 0-1 del primo tempo dovuto alle paure dell’allenatore. Da anni al Rigamonti non si assisteva a una vittoria così netta, così fragorosa, così sul velluto. E non si sentivano applausi così scroscianti non solo per il prim’attore di giornata: Donnarumma, 7 gol in 7 partite. Avanti così, forse il Brescia avrà il campocannoniere del campionato, 27 anni dopo Maurizio Ganz. E si vivrà un altro tipo di stagione. «I giocatori devono cambiare mentalità», dice Corini. Però, please, adesso la cambi anche l’allenatore. Non si può vedere una squadra costruita con un progetto ben preciso («I risultati attraverso il gioco», Cellino dixit) imbottita di mediani e con 7 difensori su 19 in distinta. Il motivo: cercare l’equilibrio. Ma dove stava l’equilibrio nel primo tempo? Per metà partita il Brescia è un fritto più mesto che misto di intenzioni abbozzate, una squadra in cui le punte devono giocare solo di sponda e una di loro, Torregrossa, è spesso sulla fascia a tentare il cross per l’inserimento di un centrocampista. Ha senso? IL PADOVA segna con Cappelletti in rovesciata al 17’. Se avesse più peso davanti potrebbe dilagare. Il Brescia si limita in 45 minuti alla traversa di Ndoj su punizione e a un sospetto rigore allo scadere per una spinta di Ravanelli su Donnarumma. Piovono fischi all’intervallo. Intanto qualcosa è già avvenuto: al 43’ è uscito il claudicante Gastaldello, è entrato Cistana, talento della difesa a chilometri e a costo zero, classe ’97. Peccato che questo cambio non sia il frutto di una scelta coraggiosa di Corini, ma sia dovuto all’infortunio del capitano, in difficoltà sull’arrembante ma poco produttiva vitalità dell’ex Bonazzoli e di Clemenza. Anche qui servirebbe un pizzico di coraggio in più. Ma Corini ha il merito di non incaponirsi sulle scelte di partenza. L’uomo è intelligente, lo è sempre stato quando era un regista extra lusso in Serie A. Una mossa (Tremolada per Martinelli), un aggiustamento (Bisoli junior riportato mezz’ala) e fin dai primi minuti della ripresa il Brescia è un’altra squadra. L’importanza di far giocare ognuno nel suo ruolo è esemplificata dall’1-1 al 16’: cross dal fondo di Sabelli, pallone arretrato per il piatto sinistro in corsa di Tremolada. La stessa identica azione di Crotone, nel primo tempo: centro basso di Sabelli e tocco sottomisura di Bisoli tra le braccia del portiere. Stesse modalità di cross, di inserimento e di conclusione, ma Bisoli non è un trequartista, Tremolada sì e si vede. IL BRESCIA, dopo l’1-1, diventa un vulcano in eruzione. Cenere e lapilli. Bisoli senior toglie Bonazzoli, che almeno teneva su il Padova, e si condanna all’ennesima sconfitta contro il figlio (3 in 4 partite, con un pareggio). La differenza la fa l’atteggiamento, la fanno i giocatori che finalmente girano per come sanno e lo fanno bene, la fa un Brescia in teoria sbilanciato, ma in pratica pericoloso a getto continuo e feroce nel chiudere ogni spazio. Il Padova non entra più in area biancazzurra con la palla al piede, solo qualche angolo e un paio di punizioni. Quando si dice equilibrio. E poi c’è Donnarumma. Segna in tutte la maniere in quei 17 minuti in cui il Brescia risorge alla vita cui era stato destinato dal mercato e dai progetti estivi della società. Marca il 2-1 di testa su perfetto cross di Tonali, il 3-1 su rigore procurato da Tonali sempre più leader a dispetto dei 18 anni e il 4-1 inserendosi con astuzia sull’ennesima magia di Tremolada. Corini viaggia in media inglese, 8 punti in 4 partite, vittoria in casa e pareggio fuori, come Pillon del Pescara capolista. Giocando così, si potranno perdere 2 gare su 10, una la si potrà pure pareggiare, ma le altre 7 si vincono, sicuro. E solo il dio del pallone sa quanto Brescia desideri una squadra vincente ma anche bella. Il bresciano Corini dovrebbe saperlo meglio di tutti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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