Gastaldello striglia
il Brescia: «Bisogna
dare sempre tutto»

Daniele Gastaldello, 34 anni, prima stagione con il Brescia: in stagione 12 presenze e 1002 minuti giocati
Daniele Gastaldello, 34 anni, prima stagione con il Brescia: in stagione 12 presenze e 1002 minuti giocati
Alessandro Maffessoli10.11.2017

Determinato come quando deve intervenire con un tackle sull’avversario, diretto come quando, facendo valere carisma ed esperienza da leader, richiama all’ordine i propri compagni. Daniele Gastaldello la tocca piano, indicando però la strada giusta per riprendere il cammino dopo la sconfitta casalinga contro il Venezia.

«SE PENSIAMO di giocare a cento all’ora tutte le partite possiamo vincere con chiunque - analizza Daniele Gastaldello -, ma se in settimana ci prepariamo al 50-60 per cento di noi stessi le perdiamo tutte». Un piccolo allarme lanciato in seguito al senso di rilassamento avvertito dopo le due vittorie consecutive maturate contro Bari e Pescara. Tra le possibili cause del ribaltone finale compiuto dai lagunari al «Rigamonti». «Secondo me le partite con Pescara e Bari ci hanno permesso di rilassarci e mollare un pochino - prosegue il difensore di origini padovane -. Parlo per quello che ho visto e per quello che ho capito personalmente. Poi la partita sbagliata ci può stare e le mazzate sui denti qualche volta possono solo fare bene, per capire gli errori ed evitare così di commetterne altri in futuro. Siamo una squadra giovane e sbaglieremo ancora, ma sarà molto importante l’atteggiamento da tenere in campo, al pari dell’approccio che si deve avere alla partita». Evitando possibilmente i black-out. L’ultimo, sabato scorso, ha portato il Brescia a perdere tre punti quasi confezionati in una quarantina di secondi. «Pazzesco, non mi era mai capitato in carriera una cosa del genere - commenta con stupore Gastaldello -. Mi era capitato di rimontare o subire rimonte, ma non in modo così netto e repentino. Siamo andati in tilt: abbiamo rivisto il video della partita analizzando gli errori. Sono stati due colpi talmente ravvicinati che nemmeno io ci ho capito niente. Il secondo gol in maniera particolare: perdi palla dopo aver battuto a centrocampo, la difesa respinge un primo cross, poi su quello successivo è arrivato il raddoppio del Venezia. Dispiace per la sconfitta, però bisogna anche essere onesti: se nel primo tempo fossimo andati sotto di diversi gol non ci sarebbe stato nulla da dire».

MARINO sta dando la propria impronta, con un nuovo modulo e un modo diverso di interpretare la gara. «Dietro siamo rimasti a tre, ma davanti qualcosa è cambiato. Credo che questo modulo (3-4-2-1) sia quello che ci permette di adattare meglio le caratteristiche dei giocatori. Ora bisogna lavorare e far lavorare tranquillamente l’allenatore in modo che possa conoscere al meglio tutti i giocatori e le rispettive caratteristiche». E ora sotto con il Carpi. «Un avversario difficile, ma questo Brescia può giocare contro chiunque e ovunque per vincere la partita. A patto che si scenda in campo con l’atteggiamento giusto». Gastaldello analizza il rapporto con la città. «Brescia è molto bella: io e la mia famiglia ci troviamo bene. Sono qui per dare il mio contributo e aiutare il Brescia nel suo progetto di crescita».

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