Dessena ha già
la testa da Serie A
«Brescia, sei grande»

Daniele Dessena, 31 anni, al «Rigamonti» per la presentazione: è il primo acquisto del Brescia al mercato invernale SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Daniele Dessena, 31 anni, al «Rigamonti» per la presentazione: è il primo acquisto del Brescia al mercato invernale SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Vincenzo Corbetta17.01.2019

Suo figlio Tommaso, che a 8 anni sta seguendo le orme paterne in un piccolo club di Parma, lo ha subito proiettato sul presente: «Per prima cosa, quando gli ho detto che andavo al Brescia, mi ha chiesto la maglia di Donnarumma», rivela Daniele Dessena, il primo acquisto biancazzurro al mercato invernale. In quasi mezz’ora di presentazione Dessena non nomina mai l’incidente al «Rigamonti» il 28 novembre 2015, Brescia-Cagliari 4-0, l’intervento di Coly, il dolore per la frattura di tibia e perone, la lunga inattività: «Un capitolo chiuso. Mi sono ripreso alla grande, non ha più senso parlarne».

È IL LATO che piace di più di Dessena, centrocampista a tutto tondo, «preferibilmente mezzala - così si descrive -, ma mi sono adattato a fare tutto: il mediano davanti alla difesa, perfino il terzino sinistro. Sono a disposizione di Corini e dei compagni». I compagni di squadra, il gruppo. Il segreto è questo: «A Cagliari 8 anni di Serie A su 9 - ricorda -. Eravamo amici con la voglia di lavorare e vivere la città insieme. Questa unione si riflette in campo. La gente vede la squadra, non i singoli». Ufficializzato il suo acquisto da parte del Brescia, Dessena nel ritiro di Roma in primis ha chiamato Gastaldello, con lui alla Sampdoria da giugno 2010 a gennaio 2012: «Gli ho chiesto di farmi conoscere uno a uno i nuovi compagni. Stabilire subito un rapporto umano è fondamentale per vincere le gare e centrare gli obiettivi». Dessena ha la testa da Serie A (307 partite e 17 reti con Parma, Sampdoria e Cagliari; in B 8 presenze con la Samp e 16 col Cagliari) e per scendere di categoria non ha avuto bisogno di stimoli o incentivi particolari: «A Cagliari non sentivo più la spinta per dare il meglio. Ma è bastata una telefonata di Cellino per capire che Brescia è la scelta giusta». Cellino e Marroccu li conosce bene: «Quando il presidente ha comperato il Brescia, nessuno a Cagliari aveva dubbi che, prima o poi, l’avrebbe riportato dov’è ora. Quando una persona in una cosa che fa mette tutto se stesso, la passione massima per centrare un obiettivo, prima o poi ci arriva. So bene chi sono le persone che mi hanno chiamato. Da parte mia ho un fuoco dentro che spero di sprigionare in campo».

BISOLI, TONALI, NDOJ. La concorrenza a centrocampo è folta: «Entro in un gruppo che ha fatto benissimo, non solo nel mio reparto», le parole di Dessena. Il discorso, inevitabilmente, cade sul più giovane e promettente: «Tonali mi ha impressionato fin dai primi allenamenti: proprio bravo. Ma mi è piaciuto soprattutto che intende finire la scuola. Gli manca solo quest’anno. Ne abbiamo parlato, l’ho spronato a non abbandonare gli studi. In troppi smettono. Io stesso, pur non amando stare sui libri, sono iscritto all’università, facoltà di scienze motorie». Dessena definisce il Brescia «un’ottima, anzi una grande squadra con la quale voglio togliermi grandi soddisfazioni. Lo dobbiamo alla società e alla città che da anni aspetta di tornare tra i grandi». Dessena è già in campo, proiettato sul presente.

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