Contrordine in casa
Brescia: Cellino
conferma Boscaglia

Massimo Cellino in tribuna tra il consigliere Gianpiero Rampinelli Rota (a sinistra) e Nikolas SpalekIl ds Nicola Salerno e Paolo Cristallini: hanno condotto il mercatoPer il Brescia sono giornate turbolente dopo il pareggio di sabato a Vercelli.
Ma la tregua tra Cellino e Boscaglia si spera riporti serenità FOTOLIVE/Filippo Venezia
Massimo Cellino in tribuna tra il consigliere Gianpiero Rampinelli Rota (a sinistra) e Nikolas SpalekIl ds Nicola Salerno e Paolo Cristallini: hanno condotto il mercatoPer il Brescia sono giornate turbolente dopo il pareggio di sabato a Vercelli. Ma la tregua tra Cellino e Boscaglia si spera riporti serenità FOTOLIVE/Filippo Venezia (BATCH)
Gian Paolo Laffranchi 13.02.2018

Si cambia ancora. Anzi, no. Per il momento, forse. Fino a fine stagione, magari. Perché dipenderà dai risultati. E dalle prestazioni (che, del resto, determinano i risultati). Al termine di una giornata sconsigliata ai deboli di cuore, pane quotidiano per chi segue il Brescia al tempo di Massimo Cellino come capitava pure nell’era Corioni, Roberto Boscaglia rimane al suo posto. Ancora in panchina. Niente esonero-bis. L’allenatore di Gela esce confermato dal colloquio con il presidente, avvenuto ieri sera al termine dell’allenamento pomeridiano con cui è regolarmente ripresa la settimana di lavoro dei biancazzurri. Un’ora e mezza di confronto per decidere che continuare insieme è la cosa migliore. Una tregua, quanto armata lo diranno i fatti. Non si può dire che regni la calma, né che le parti siano legate da un grande feeling, ma arrivare alla salvezza, possibilmente senza scossoni ulteriori, è nell’interesse di tutti. NEL FACCIA-A-FACCIA nella sede di via Ferramola Cellino ha chiesto conto a Boscaglia di tutto quello che non gli è piaciuto sabato scorso a Vercelli. Tutto quello che spera di non rivedere domenica contro la Ternana. In particolare, un 4-2-3-1 troppo difensivo per i suoi gusti, tanto da considerarlo un 5-3-2 mascherato. La scelta di Bisoli come rigorista, i cambi non utilizzati nella ripresa, la decisione di mandare Spalek in tribuna considerata un dispetto da chi l’ha acquistato nella convinzione di dare all’allenatore un arsenale ben fornito per l’attacco. Il chiarimento c’è stato. Cellino considera la partita con la Ternana «troppo delicata» e per questo intende stare più vicino possibile al suo tecnico, nella settimana di uno scontro diretto che mette 3 punti pesantissimi in palio. Il Brescia è in serie positiva. Quattro punti nelle ultime 2 partite, la vittoria contro il Parma e il pareggio a Vercelli senza subire gol. L’impressione è che questo Brescia possa fare di più, possa salvarsi senza soffrire troppo, senza dover aspettare l’ultima giornata. Per questo Cellino si aspetta che il Brescia, anche questo Brescia costruito, ricostruito e corretto in corsa fra una gestione e l’altra, riesca a vincere partite come quella di sabato in Piemonte, contro avversari apparsi assolutamente alla portata. Fosse saltata, la panchina, Cellino non avrebbe richiamato Pasquale Marino, convinto com’è che l’ex Frosinone non sia il tecnico giusto per questa missione-salvezza. Si sarebbe affidato a Ivo Pulga, suo fedelissimo a Cagliari: è stato l’allenatore dell’ultima salvezza in A prima della cessione del club. Pulga, che rimane congelato in attesa degli eventi, era stato accostato pure alla Feralpisalò: è vicino al direttore generale dei gardesani Francesco Marroccu, che dal canto suo è considerato in pole position per il ruolo di direttore sportivo del Brescia nella prossima stagione. IL PROSSIMO campionato, nei piani di Cellino, è quello del decollo, dopo la falsa partenza di questo primo sofferto campionato. La stagione in corso si può ancora raddrizzare, la classifica è corta. Il presidente conta di limitare i danni, garantirsi la permanenza in B e cominciare a lavorare per la corsa-promozione. Di rinforzi ne serviranno parecchi, per tentare la scalata l’anno prossimo. E anche per chi lavora adesso nel Brescia i mesi che rimangono da affrontare sono la chance di assicurarsi una conferma per il torneo che verrà. Un torneo che il Brescia cercherà di vincere ad ogni costo, perché Cellino non è venuto a Brescia per restare confinato fra i cadetti. Nei suoi progetti c’è la Serie A. Il futuro è un’ambizione dichiarata, ma il presente è un nodo tutto da sciogliere. In casa biancazzurra il concetto è chiaro a tutti e del resto, con le scosse elettriche procurate dal presidente più rock d’Italia, rilassarsi sarebbe difficile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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