Caracciolo, sono gol
d’autore: «L’ultimo è
davvero speciale»

Andrea Caracciolo, 36 anni: 6 reti segnate in questo campionato, 166 fra A e B con il Brescia FOTOLIVE
Andrea Caracciolo, 36 anni: 6 reti segnate in questo campionato, 166 fra A e B con il Brescia FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi06.11.2017

Ogni volta la stessa storia. Ogni volta gli risulta più semplice riscriverla, questa storia, che mandarla a memoria e commentarla.

Andrea Caracciolo rinnova di continuo numeri da capogiro, allunga la serie delle meraviglie da fuoriclasse del gol. Non è che siano troppi, anzi. Non lo sono mai. Ed è bello ripercorrere la galleria delle prodezze collezionate in biancazzurro. Aggiornare la classifica che nessun altro bomber può vantare in oltre cent’anni di Brescia. Emozionante anche per il diretto interessato che pure - il siparietto è sempre lo stesso, nel post-partita - regolarmente si schermisce, assicura di non sapere, non ricordare.

«IL MIO GOL più bello? I miei gol più belli? Lo sapete che fatico, mi ci devo applicare, mi devo fermare a riflettere», sorride dopo la prodezza contro il Venezia l’Airone, che i gol pensa più a segnarli che a classificarli. Ci mancherebbe, i tifosi del Brescia lo amano per questo. Però, l’amore nasce anche dalla bellezza di alcuni gesti tecnici della sua onorata carriera con la squadra del cuore.

Il giorno dopo la sconfitta più amara è servito anche a riordinare le idee. A rendersi conto di cosa è stato, l’ultimo pomeriggio trascorso allo stadio Rigamonti. I giocatori del Venezia, i suoi avversari, che gli chiedevano durante la gara di passare dall’altra parte, di venire a segnare con la loro squadra. Scherzando, nelle pause di gioco. Ma nemmeno troppo. Perché un capitano del genere lo vorrebbe chiunque. Perché un gol come l’ultimo non si vede spesso.

«Non so se ho mai segnato così, di tacco, ma credo proprio di no. Gol davvero bello, onestamente, sì». Lo ammette, l’Airone, che durante l’esecuzione non aveva il tempo di farsi tante domande né una telecamera in cui rivedersi, ma all’ennesimo replay lo sa, cos’ha combinato: un tocco volante, cercato e imparabile, preziosismo ma anche concretezza massima, perché altre soluzioni per colpire proprio non ce n’erano. Una magia.

CARACCIOLO - chi lo conosce lo sa - è particolarmente affezionato ad alcuni dei suoi gol da cannoniere del Brescia, che adesso sono 172 fra campionato e coppa (166 fra Serie A e B). Il rigore-promozione della finale playoff contro il Torino su tutti (anno 2010). Belli, importanti e significativi, fra gli altri: gli scherzi giocati in quantità a Varese e Cittadella (2013); il debutto contro il Piacenza (2002) e il ritorno contro il Grosseto (2008). Perché a Brescia Caracciolo è sbocciato, maturato e rientrato, per intuizione e volere del «pres» Gino Corioni, che gli ha riservato stima e affetto ancor prima che sapesse meritarsi il soprannome di Airone sul campo.

Finita l’era Corioni, Caracciolo non ha abbandonato la nave, è rimasto. E ha conquistato in poco tempo il nuovo timoniere, Massimo Cellino, rimasto colpito dal suo attaccamento, dalla generosità.

Le qualità, quelle non sono mai state in discussione. «È un fenomeno senza età», l’ha battezzato l’allenatore del Venezia Filippo Inzaghi. Detto da chi è stato un dio dell’area di rigore, un complimento niente male.

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