Brescia, un’occasione
d’oro per allontanarsi
dal pericolo

Francesco Marroccu e Paolo Cristallini: il nuovo e il vecchio direttore sportivo del BresciaIl difensore Daniele Gastaldello, 34 anni, e il centrocampista Sandro Tonali, 17.Due possibili rientri tra i titolari nella trasferta serale di Novara FOTOLIVE
Francesco Marroccu e Paolo Cristallini: il nuovo e il vecchio direttore sportivo del BresciaIl difensore Daniele Gastaldello, 34 anni, e il centrocampista Sandro Tonali, 17.Due possibili rientri tra i titolari nella trasferta serale di Novara FOTOLIVE (BATCH)
Vincenzo Corbetta 12.03.2018

Quale migliore occasione del posticipo di stasera a Novara, per tranquillizzare le acque? Quale opportunità più ghiotta per allontanarsi dai play -out, dal quint’ultimo posto occupato in questo momento proprio dai piemontesi? Vincere a Novara, contro un’avversaria che medita il sorpasso, significherebbe salire a 5 punti dalla zona rossa della classifica. Ed essere in una posizione invidiabile nello sprint-salvezza con una partita in meno rispetto alle concorrenti. Certo, la serenità dell’ambiente non è al massimo dopo il triplo licenziamento dei giorni scorsi - il direttore sportivo Paolo Cristallini, il collaboratore tecnico Francesco Filucchi, l’osservatore Simone Dallamano - che ha privato la società della componente tecnica. Che, però, verrà rimpiazzata con un’unica figura. È delle 22,25 di ieri sera il comunicato della Feralpisalò che annuncia la risoluzione consensuale e immediata del contratto con il direttore generale e sportivo Francesco Marroccu, che quindi tornerà a lavorare con Cellino al Brescia dopo i 6 anni a Cagliari. Era nell’aria da settimane, presto si concretizzerà. Marroccu ieri sera era a Gubbio. Ed è probabile che oggi incontri Cellino e, in serata, prenda la strada di Novara per seguire dal vivo la sua nuova squadra. UNA NOVITÀ che non sposta di una virgola la situazione dell’allenatore. Boscaglia, per salvare la panchina, deve proporre un Brescia pieno di coraggio, aggressivo, determinato dal primo all’ultimo minuto. Il Brescia che ha stroncato il Parma, è passato in scioltezza a Foggia o è stato capace di ribattere colpo su colpo alla Pro Vercelli in un ambiente caldino. Non quello che a Perugia gioca bene solo nel quarto d’ora di partenza e al primo gol avversario si sfalda. Contro Parma e Foggia le reti altrui erano state assorbite come se nulla fosse, la squadra si sentiva sicura di sè grazie a una condotta che ricordava molto il primo Brescia di Boscaglia, nella stagione 2014-2015, quello della salvezza conquistata all’andata e sul quale nessuno all’inizio avrebbe scommesso un centesimo. IL BRESCIA, dunque, deve ritrovare subito se stesso. Con quale formazione, è mistero fitto. Il forfait di Martinelli, che ieri mattina si è presentato al San Filippo spossato da una forma influenzale ed è stato rimandato subito a casa, costringe il tecnico a ridisegnare il centrocampo. Già, ma come? A due o a tre? Il 4-2-3-1 prevederebbe Tonali e Ndoj, con Embalo, Bisoli e Furlan dietro a Torregrossa. Altrimenti, se Boscaglia scegliesse il 4-3-3, Bisoli agirebbe da interno destro mediano con Tonali e Ndoj e davanti agirebbero Torregrossa come punta centrale, Embalo e Furlan ali. In difesa si rivede Gastaldello dopo la squalifica. E Caracciolo? A Perugia non era in serata, come quasi tutta la squadra. Non è da escludere che Boscaglia lanci al suo posto Spalek: sarebbe la prima volta da titolare. Ma al di là del modulo e degli interpreti, conta l’atteggiamento. Il Brescia ha la possibilità di vincere sul campo della squadra che ha conquistato meno punti di tutte in casa (13 in 14 gare: 3 vittorie, 4 pareggi, 7 sconfitte). È un imperativo: c’è una panchina da rinsaldare, un pericolo da allontanare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA