Brescia, settimana
blindata per tenere
il tesoro-salvezza

Ivo Pulga, 53 anni, allenatore del Brescia: ad Ascoli Piceno dovrà conquistare la salvezza FOTOLIVE
Ivo Pulga, 53 anni, allenatore del Brescia: ad Ascoli Piceno dovrà conquistare la salvezza FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi 14.05.2018

Meglio andare in ritiro o restare a casa? La questione è annosa, per le squadre in cerca di concentrazione prima di una partita che vale tutto. E la sfida di venerdì ad Ascoli, per questo Brescia, vale tutto. Meglio non ricordare a Massimo Cellino - che a certe cose bada eccome - i precedenti con i marchigiani in sfide-salvezza. Ma la storia è fatta per essere cambiata e anche la Germania non eliminava mai l’Italia in uno scontro diretto, fino all’ultimo Europeo. Il Brescia attuale è in una situazione spinosa, ma non è il caso di disperare. Se si analizza ogni elemento del momento, si può perfino pensare positivo. Il Brescia vuole restare tranquillo e per questo riprende ad allenarsi a porte chiuse oggi pomeriggio a Mompiano, in quel Rigamonti che sembra lì lì per cadere a pezzi (e un po’ già ne perde) ma è ancora il suo stadio, e lì la salvezza andrà eventualmente riconquistata ai play-out. Evenienza estrema da evitare. Al Rigamonti la squadra di Ivo Pulga è chiamata ad invertire la tendenza negativa che ha impresso dal suo arrivo, con i risultati (un punto in 3 partite) e con i messaggi (sbagliati: atteggiamento troppo prudente sul campo, l’accusa velata di eccessivo impegno rivolta agli avversari).

IL BRESCIA si blinda, che stia qui o vada in ritiro anticipato prima di affrontare l’Ascoli, per conservare il tesoro-salvezza. Perché - ed è il primo dato di fatto positivo - oggi come oggi il Brescia sarebbe salvo. L’Ascoli ha 2 punti in meno e un solo risultato a disposizione nello scontro diretto di venerdì. Il Brescia ne ha 2 su 3. Ed esistono combinazioni nemmeno improbabili (vittoria del Venezia sul Pescara, successo dell’Entella a Novara: son tutte squadre ancora in corsa per un obiettivo) che gli consentirebbero di salvarsi anche perdendo al «Del Duca».

MA NON È IL CASO di fare i conti e in casa Brescia non ne fa più nessuno. Sentirsi salvi da un mese non ha giovato, il margine sembrava rassicurante ma è stato gettato al vento e adesso conta una partita sola, perché basta un pareggio per tirare un sospiro di sollievo e andare oltre questa tribolata stagione. Il Brescia all’andata ha perso, ed è stato il punto più basso della gestione di Pasquale Marino. Con quei 3 punti la squadra di Serse Cosmi si rilanciò nella lotta-salvezza, e se oggi è in corsa è soprattutto grazie a quel colpaccio. Pulga si affiderà all’esperienza. Non è messo male da questo punto di vista, come del resto in classifica. Ha diversi giocatori che hanno campionati alle spalle, da Caracciolo e Gastaldello a Longhi e Martinelli, Somma e Bisoli, Embalo e Torregrossa. Senza dimenticare gli stessi bresciani Minelli e Lancini. Li ha pure tutti a disposizione, con gli unici dubbi legati alle condizioni di Furlan, uscito acciaccato dalla sfida con l’Empoli (quando si è fatto male si era sullo 0-0; è finita 0-2). Ipotizzabile un Brescia col 4-3-1-2, ad Ascoli, tenendosi le frecce in panchina, pronte ad essere scoccate nella ripresa: Spalek, Embalo e Okwonkwo hanno velocità e imprevedibilità, possono creare grattacapi ad avversari stanchi. Per la formazione titolare, Somma è favorito su Lancini al centro della difesa, al fianco di Gastaldello, a protezione di Minelli, viste le doti di rapidità degli attaccanti marchigiani. Con Coppolaro e Longhi, più bravo in copertura di Curcio, sulle fasce. Bisoli, Tonali e Martinelli i mediani, Ndoj trequartista alle spalle di due punte vere: Caracciolo e Torregrossa. Furono loro, l’anno scorso, a firmare i gol-salvezza nell’ultima giornata contro il Trapani. Repetita iuvant. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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