Brescia senza tranquillità Cellino ne caccia altri tre

Francesco Marroccu, direttore della Feralpisalò e già con Cellino a Cagliari, e Paolo Cristallini Francesco Filucchi: licenziatoSimone Dallamano: licenziatoStefano Capozucca: candidatoMassimo Cellino, 61 anni, punta il dito con espressione piuttosto arrabbiata.Il Brescia deve raggiungere la salvezza e domani c’è lo scontro a Novara FOTOLIVE
Francesco Marroccu, direttore della Feralpisalò e già con Cellino a Cagliari, e Paolo Cristallini Francesco Filucchi: licenziatoSimone Dallamano: licenziatoStefano Capozucca: candidatoMassimo Cellino, 61 anni, punta il dito con espressione piuttosto arrabbiata.Il Brescia deve raggiungere la salvezza e domani c’è lo scontro a Novara FOTOLIVE (BATCH)
Vincenzo Corbetta 11.03.2018

No, la tranquillità non è di casa al Brescia. A 2 giorni dalla delicata sfida di campionato contro il Novara, un vero e proprio scontro-salvezza, Massimo Cellino licenzia il direttore sportivo Paolo Cristallini, il consigliere tecnico Francesco Filucchi e l’osservatore Simone Dallamano. Nessun nuovo ingresso al momento, ma il presidente vuole una figura onnipresente, un factotum in grado di gestirgli non solo il mercato ma anche la società e la squadra in sua assenza. Insomma, un dirigente plenipotenziario con grande esperienza nel calcio professionistico. Uno come Stefano Capozucca o Francesco Marroccu, i candidati a entrare nel Brescia con il doppio ruolo di direttore generale e direttore sportivo. Doppio ruolo che, peraltro, Marroccu ricopre attualmente alla Feralpisalò. A CRISTALLINI, Filucchi e Dallamano, la notizia è stata comunicata nella serata di venerdì ma si è diffusa soltanto ieri. Increduli, hanno preso atto che la loro avventura al Brescia è finita. Cristallini era arrivato solo a dicembre; Filucchi la scorsa estate contemporaneamente all’acquisto del Brescia da parte di Cellino; Dallamano, 191 presenze e 9 gol in biancazzurro dal 2004 al 2012, era diventato osservatore dopo il ritiro dal calcio giocato (ultima stagione nel 2015-16, al Castiglione) con la gestione di Marco Bonometti, a fianco dell’amministratore delegato Rinaldo Sagramola e del direttore sportivo Renzo Castagnini. «Adesso siamo in una fase delicata - la premessa di Cellino per spiegare un simile ribaltone -. Quindi è il momento della massima chiarezza. Era giusto provvedere per evitare incomprensioni tra me e il tecnico». Roberto Boscaglia, però, è nel mirino di Cellino. Ci è tornato di prepotenza dopo la sconfitta nel recupero di martedì a Perugia. E il posticipo di domani sera a Novara potrebbe essere l’ultima spiaggia per il tecnico: sulla porta ci sarebbe già pronto Ivo Pulga, soluzione-ponte in attesa della rifondazione della prossima stagione: «Stiamo disboscando la società con chiarezza e determinazione - aggiunge il presidente -. Non ci devono essere più scuse o alibi. E guai a chi si nasconde». LA LISTA degli epurati di Cellino è lunga, a partire da Sagramola e Castagnini, ereditati dalla passata gestione. Anche uno dei suoi «fedelissimi», il direttore sportivo Nicola Salerno, è rimasto giusto il tempo per il mercato invernale, condotto insieme a Cristallini. Per non parlare, andando a ritroso, del direttore organizzativo Giovanni Armanini, durato 19 giorni. Per fortuna i risultati di ieri sono stati favorevoli al Brescia: «Ma io non guardo gli altri risultati - ribatte Cellino -. So che bisognerà vincere almeno 5 gare su 14 per restare in B. Se guardiamo gli altri, ci facciamo male da soli». Cellino assicura di non pretendere «5 successi subito, uno dietro l’altro. Per quest’anno l’obiettivo è la salvezza». Ora la palla passa a Boscaglia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA