Brescia, rivoluzione
in corso. Sagramola
già al capolinea

Massimo Cellino, 61 anni, e Rinaldo Sagramola, 63: il loro rapporto è ormai alle battute conclusive
Massimo Cellino, 61 anni, e Rinaldo Sagramola, 63: il loro rapporto è ormai alle battute conclusive (BATCH)
Gian Paolo Laffranchi10.10.2017

Il film è appena iniziato, ma i titoli di coda incombono. Sembra già al passo d’addio Rinaldo Sagramola. Massimo Cellino, proprietario del Brescia da due mesi esatti, ha avviato un processo di rinnovamento che appare difficilmente compatibile con la permanenza dell’amministratore delegato in biancazzurro.

L’assenza di Sagramola - come pure quella dell’allenatore Roberto Boscaglia - si è notata alla premiazione delle Panchine d’oro dell’Aiac, a palazzo Loggia. Il suo rapporto con il nuovo corso si sta esaurendo prima di quella che sarebbe la scadenza contrattuale. Una formula si potrà trovare, se il feeling non c’è. Anche perché da separati in casa si sta male e una situazione del genere non gioverebbe a nessuno.

Sagramola ha un accordo che lo lega al club di via Bazoli fino al 30 giugno 2018. «Il contratto non sarà mai un problema», ha detto in estate il dirigente romano, chiarendo di essere pronto ad andare come a restare in base a quello che sarebbe stato il nuovo corso. E molti si aspettavano che l’arrivo di un presidente esperto e decisionista come Cellino coincidesse da subito con un ribaltone nei quadri societari, oltre che in quelli tecnici. Non è stato così.

CELLINO, proprio in virtù della sua esperienza, al suo arrivo a Brescia ha cacciato nessuno. Guai a buttare il bambino con l’acqua sporca; un’occasione va concessa a tutti. In sostanza Cellino ha voluto (e vuole) vedere cosa ha a disposizione, con chi ha a che fare, chi può fare al caso suo e chi no.

Sagramola, prima dell’arrivo di Cellino, aveva l’amministrazione del club in mano. Certo si confrontava con il patron Marco Bonometti, con la proprietà. I suoi margini d’azione però erano notevoli. Con la svolta societaria le cose sono cambiate: il Brescia ha come proprietario un professionista del calcio quale Cellino, che ha sempre guidato le sue società con piglio da imprenditore, a livelli alti, occupandosi della conduzione del Cagliari come di quella del Leeds da qualsiasi punto di vista possa effettivamente determinare la direzione di un club.

Sagramola, affiancato nel suo ruolo di direttore generale dal direttore sportivo Renzo Castagnini, aveva avviato un mercato estivo che ha portato al Brescia numerosi giocatori. Poi è arrivato Cellino e di giocatori ne sono arrivati tanti altri: di fatto, la squadra attuale è un mix fra le operazioni della gestione precedente e gli acquisti di quella attuale. Ma la riorganizzazione celliniana non si limita al mercato, naturalmente. È un progetto ampio e passa attraverso una riorganizzazione societaria che il nuovo patron sta portando avanti giorno dopo giorno, passo dopo passo.

Classe 1954, originario di Roma, Sagramola prima di arrivare a Brescia è stato dirigente nella Lodigiani, nel Vicenza, nel Palermo, nella Sampdoria. Qui è arrivato nel febbraio 2015, quando il club passava dall’era Corioni al nuovo corso targato Profida e votato al risanamento. Periodo non facile, coinciso con salvezze più o meno sofferte. L’obiettivo minimo per il club habitué per eccellenza della Serie B, ma che in un passato recente ha saputo anche togliersi grandi soddisfazioni in Serie A.

GLI ANNI di Baggio & Guardiola non sono dietro l’angolo, ma nemmeno così lontani. Cellino a Cagliari era abituato alla Serie A, frequentata per 17 dei 22 anni della sua presidenza. Con il Brescia lì vuole tornare. Nel tempo avuto a disposizione ha cercato sul mercato elementi di categoria superiore come Daniele Gastaldello. E sul mercato, a gennaio, tornerà con propositi ambiziosi. Quest’anno l’obiettivo è la salvezza, ma l’anno prossimo diventerà quello di salire e le basi per costruire qualcosa di importante vanno poste quest’anno. Cellino ci sta lavorando lungo una strada che potrebbe seguire, fra poco, senza la presenza di Sagramola al suo fianco.

Se Sagramola partirà, non è affatto detto che lasci pure Renzo Castagnini, arrivato con lui per occuparsi di direzione sportiva. Castagnini è stato affiancato in questi mesi da un collaboratore tecnico, Francesco Filucchi. Da qualche tempo in tribuna durante le partite casalinghe siede da spettatore Stefano Capozucca, ex direttore sportivo del Cagliari. Un potenziale nuovo ingresso per il nuovo Brescia.

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