Brescia, non solo Tonali: Cistana jolly in crescita

Alberto Semprini: in azione l’anno scorso con la maglia del BresciaAndrea Cistana: dopo Sandro Tonali, il pezzo pregiato fra i giovani del Brescia è senza dubbio lui FOTOLIVE
Alberto Semprini: in azione l’anno scorso con la maglia del BresciaAndrea Cistana: dopo Sandro Tonali, il pezzo pregiato fra i giovani del Brescia è senza dubbio lui FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi 18.11.2018

Gli son servite meno di dieci presenze, per far capire a tutti quello che vale. Neanche dieci partite - la decima sarà sabato prossimo a Venezia - per dimostrare che Andrea Cistana in questo Brescia ci può stare, eccome. Non c’è soltanto Sandro Tonali, a impreziosire la rosa. Fra gli emergenti dello scacchiere biancazzurro spicca il difensore che non avrà fisico da granatiere, ma personalità e intelligenza indiscutibili. Doti fondamentali per fare il professionista ad alti livelli. Quello che colpisce in Cistana è ciò che l’accomuna a Tonali: si tratta di giovani che si comportano e giocano come veterani. Titolari promossi a suon di prestazioni efficaci. Gente che si impone con poche parole e zero proclami, piazzandosi in campo e comportandosi come quella fosse sempre stata casa loro. E quello diventa: territorio di loro competenza, zona di loro pertinenza. Si riveda, per credere, qualche episodio-simbolo dell’ultima partita vinta nettamente contro il Verona. Nel derby, pur giocando accanto a un elemento di esperienza notevole e che certo non si nasconde come Simone Romagnoli, Cistana ha chiamato la linea alta, dettato movimenti, contribuito alla compattezza dell’insieme, calciato punizioni prendendosele. Perché far partire l’azione dal basso gli piace. Toccare tanti palloni, ancora di più. CISTANA non ha un fisico bestiale, non è imponente, ma è elastico, duttile, resistente, leggero. E tecnico, decisamente. Cerca costantemente l’anticipo, morde nella metà campo avversaria. Ha mentalità propositiva, il suo atteggiamento è sempre aggressivo. Quello che serve in questa Serie B, soprattutto in una squadra votata all’attacco com’è il Brescia che balla sulle punte. Contro l’Hellas Cistana si è fatto notare con un’uscita dall'area da manuale, con una cerniera esemplare per neutralizzare Matos lanciato a rete. Commette pochi falli, prende pochi cartellini. La concentrazione feroce e la condizione fisica gli consentono di arrivare spesso prima del suo rivale. «Questo è un campionato tutt’altro che facile. Per fare risultato non deve mai mancare la cattiveria agonistica», ha detto il difensore duttile come un jolly. Finora centrale, potrà tornare a giocare terzino. E l’occasione sarebbe propizia già sabato a Venezia, in assenza di Stefano Sabelli e di Felipe Curcio: senza i terzini titolari due le possibilità, oltre al confermatissimo Ales Mateju si può allargare Cistana, con il rientro di Daniele Gastaldello al centro della difesa, oppure lasciare Cistana dov’è e a destra rilanciare un altro dei ragazzi emergenti del Brescia: Alessandro Semprini, che è del ’98 ed è già stato in orbita Juventus. Cistana, Semprini, Tonali. E Nikolas Spalek, ala che si sta adattando bene da trequartista. E Mattia Viviani, playmaker sulla carta alter ego di Tonali stesso. Tutta gente nata fra il 1997 e il 2000. La meglio gioventù di un Brescia che fa gola alle «big» del campionato italiano. Cistana, in questo senso, vale già qualche milione di euro. Per le qualità, per la grinta, per l’affidabilità. «POTER giocare aiuta a migliorare - ha ammesso il difensore, impiegato con regolarità da Corini - e io amo impostare, anche se devo stare attento: so che il mio compito principale è quello di difendere, non devo mettere in difficoltà la squadra. Non ho ancora fatto la gavetta dei miei compagni più esperti e da giocatori come Gastaldello e Romagnoli ho soltanto da imparare. Voglio farlo. Dopodiché, non ho paura. Ero pronto a giocare nel Brescia già l’anno scorso. Trasmettere sicurezza è una mia caratteristica, ma anche un dovere: come il portiere, il centrale deve far sentire i compagni protetti. L’età è un fattore relativo, credo. Conta quello che fai. Io sono tranquillo. Penso solo a lavorare, a maturare. Dobbiamo andare avanti così. Siamo sulla strada giusta. Bisogna continuare così, alimentando di settimana in settimana, di partita in partita la nostra grande voglia di vincere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA