Brescia in corsia di sorpasso aspettando un nuovo motore

Roberto Boscaglia, 49 anni, durante un allenamento nei giorni scorsi al San Filippo.
Ha guidato il Brescia nel 2015-16 e nelle prime 8 gare di questa stagione FOTOLIVE
Roberto Boscaglia, 49 anni, durante un allenamento nei giorni scorsi al San Filippo. Ha guidato il Brescia nel 2015-16 e nelle prime 8 gare di questa stagione FOTOLIVE (BATCH)
Vincenzo Corbetta 21.01.2018

Vincenzo Corbetta Non si fa in tempo a dire sosta che, in un amen, ci si ritrova a iniziare il girone di ritorno. Il Brescia lo inaugura di domenica alle 15, come ai bei tempi: al Rigamonti per il posticipo che chiude il programma arriva l’Avellino, che all’andata ribaltò il rigore di Caracciolo a fine primo tempo con l’uno-due finale firmato Ardemagni & Castaldo, arrivato con i biancazzurri in 10 per l’espulsione di Ndoj. Era il 27 agosto. L’obiettivo è chiaro: tornare alla vittoria, che manca dal 2 dicembre (2-0 alla Salernitana) per superare in classifica l’Avellino e portarsi fuori dalla zona play out. LA PAUSA è finita, il mercato no. Il Brescia mette la freccia e si predispone sulla corsia di sorpasso. Ma aspetta un nuovo motore. Nell’attesa, alla guida ha richiamato l’allenatore di inizio stagione: «Il mercato disturba? In questo caso no - dice secco Roberto Boscaglia -. Sto aspettando i rinforzi. La società sa bene cosa serve e si sta prodigando per completare la squadra il più presto possibile». Boscaglia all’inizio della stagione era rabbuiato, quasi depresso. Adesso appare più sereno. Di sicuro il Brescia deve ritrovare l’allenatore coraggioso di due anni fa, quello che salvò alla grande una squadra dalla rosa risicatissima e data per retrocessa già a Natale. Il tecnico delle prime 8 partite di campionato lo è stato solo a tratti. E a convincere Massimo Cellino a cambiare fu il secondo tempo nella prosecuzione contro la Ternana: il Brescia dominò nel primo tempo, chiuso sull’1-1, ma nella ripresa se ne rimase sulle sue contro un avversario mal in arnese e intimorito dalla sua ombra. Era martedì 3 ottobre. Il sabato successivo lo 0-3 di Chiavari contro l’Entella fu la goccia che fece traboccare il vaso e saltare la panchina di Boscaglia. Cellino, il direttore sportivo Nicola Salerno e il direttore della prima squadra Paolo Cristallini sono al lavoro sul fronte acquisti e cessioni. Boscaglia per oggi ha a disposizione 20 giocatori, già 2 in più rispetto ai 18 che il presidente gli imponeva in distinta come massimo. In conferenza stampa si è parlato pure di Sandro Tonali, classe 2000: «È un giocatore molto giovane - le parole dell’allenatore che lo fece debuttare contro l’Avellino all’andata, inserendolo nel secondo tempo al posto di Cortesi -. Tonali ha qualità sia tecniche che dinamiche. Può fare il regista, può fare la mezz’ala. In futuro potrà emergere, ma non dobbiamo mettergli addosso alcun tipo di pressione». D’ACCORDO, ma se debuttasse dal primo minuto? Sarebbe il primo «millenial» a giocare titolare con la maglia del Brescia. Al di là della statistica, sarebbe un segnale anche da parte dell’allenatore. Che Cellino apprezzerebbe. Altrimenti, in mediana, ci sarà Ndoj con Bisoli e Martinelli interni, Cancelotti e Furlan sulle corsie laterali. In difesa, davanti a Minelli, il trio Somma-Gastaldello-Meccariello. Davanti Torregrossa e Caracciolo. Mancano gli infortunati Edoardo Lancini e Dall’Oglio, gli influenzati Baya e Rivas. Machin non è stato convocato: è sul mercato. Si riparte dal 3-5-2: «In questo momento è il modulo per questa squadra - dice Boscaglia -. A fine mercato, vedremo. Sapete che a me piace giocare con la difesa a 4». Dunque, tutti in corsia di sorpasso aspettando un nuovo motore. E sperando di ritrovare il primo Boscaglia bresciano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA