Brescia, Caracciolo sì o no? Foggia lo vuole a tutti i costi

Andrea Caracciolo e Marco Zambelli, 32 anni, ai tempi del BresciaAndrea Caracciolo, 36 anni, saluta i tifosi in festa per la salvezza diretta ad AscoliL’Airone ha chiuso con un bottino di 13 gol FOTOLIVE / FILIPPO VENEZIA E SIMONE VENEZIA
Andrea Caracciolo e Marco Zambelli, 32 anni, ai tempi del BresciaAndrea Caracciolo, 36 anni, saluta i tifosi in festa per la salvezza diretta ad AscoliL’Airone ha chiuso con un bottino di 13 gol FOTOLIVE / FILIPPO VENEZIA E SIMONE VENEZIA
Gian Paolo Laffranchi 20.05.2018

Il punto di partenza è la questione fondamentale. Cos’è oggi Andrea Caracciolo? Alla domanda bisogna rispondere dimenticandosi, in caso, di essere bresciani e amanti del Brescia. Così assume ancora più rilevanza il dato di fatto incontestabile: per quanto quasi trentasettenne, Caracciolo in Serie B è un bomber da doppia cifra. L’attaccante oggetto delle maggiori attenzioni da parte di allenatori e difensori avversari. Un elemento in grado di incutere timore. Insomma un giocatore vero, valore aggiunto a prescindere dal minutaggio per le sue qualità - tecniche, fisiche, di esperienza - che l’usura del tempo non ha affatto cancellato. Un attaccante da dosare, come più o meno tutti gli attaccanti. Uno più vicino ai quaranta che ai trenta, ma che ha sempre fatto vita da atleta e non paga dazio a un passato di gravi infortuni. I numeri sono tutti dalla sua anche in questo senso: in diciott’anni di professionismo la sua media di presenze a campionato è 32, per un bottino di 11 reti. Una garanzia. Discorso simile - fatte le proporzioni fra cadetteria e zona Champions - a quello per Gigi Buffon, che in tanti vedevano già pensionato, ma se c’è un Paris Saint Germain pronto a offrirgli un biennale per giocare un motivo dev’esserci. Ed semplice: nome o non nome, età o non età, gioca chi è in grado. Niente è dovuto, in un senso come nell’altro: non è che chi ha più di trent’anni sia da buttare per forza. LUNGA PREMESSA, ma da qui - dall’importanza di chiamarsi Caracciolo anche oggi, nella B di oggi - si deve partire per capire cosa può succedere adesso, a salvezza conquistata senza passare dai playout. Il traguardo tagliato senza spareggi consente al Brescia di lavorare subito su ogni fronte e un nodo da sciogliere è proprio il contratto di Caracciolo: scadrà a giugno. Se l’intenzione del presidente Massimo Cellino è quella di assicurarsi l’Airone per un altro anno, per un impiego in teoria meno continuativo (ma doveva essere così anche nelle ultime stagioni, invece alla fine il capitano le sue partite le ha giocate), l’operazione va conclusa in tempi brevi. La concorrenza preme e già avanza proposta. L’Entella e la Cremonese sono sulle tracce di Caracciolo da tempo, ma chi si è mosso più concretamente è il Foggia. Pronta un’offerta allettante dalla squadra più made in Brescia del campionato, Brescia stesso a parte: direttore sportivo Luca Nember, allenatore Giovanni Stroppa, giocatori Marco Zambelli, Gigi Scaglia, Arturo Calabresi... Zambelli, in particolare, è legatissimo all’Airone: «Il Brescia deve tenerselo stretto, se c’è da fare anche una raccolta firme sarò presente e darò il mio contributo», diceva pochi giorni fa. Marco, che è stato capitano prima di Andrea, sarebbe felice di riaverlo come compagno. E se non può succedere a Brescia, perché non a Foggia? A Brescia si vuol costruire una squadra da lotta-promozione, ma anche a Foggia cresce un progetto intorno a Stroppa (l’artefice della scalata alla B e dell’ottimo campionato appena concluso sta scegliendo la sede del ritiro) e a Zambelli (che prolungherà il contratto per due anni). Tutti convinti, a Foggia, dell’importanza di un giocatore come Caracciolo nella prossima B. A Brescia? • © RIPRODUZIONE RISERVATA