Brescia, ansia senza fine: la sentenza slitta a martedì

Massimo Cellino, 62 anni: il presidente del Brescia appare sempre più perplesso
Massimo Cellino, 62 anni: il presidente del Brescia appare sempre più perplesso
Vincenzo Corbetta 08.09.2018

Il Brescia resta ancora con il fiato sospeso. Ma come? C’è stata tutta l’estate per esaminare, vagliare, decidere. E non solo il verdetto sulla composizione della Serie B 2018-19 non viene emesso in tempo utile per l’inizio del campionato ma, previsto per ieri, viene addirittura rinviato. Fino a martedì. Producendo un effetto a cascata anche sulla Serie C, che oggi doveva stilare il calendario e non lo farà. E probabilmente, nel Consiglio indetto d’urgenza del presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, rinvierà ancora l’inizio del campionato, in cui c’è la bresciana Feralpisalò, previsto per il 15 settembre. Il giorno del giudizio sulla Serie B a 19 squadre, dunque, è rinviato. Al termine di un dibattito durato quasi 2 ore, dopo aver sentito Federcalcio, Lega B, tutti i club coinvolti (Novara, Catania, Siena, Pro Vercelli e Ternana) e la Procura Generale dello Sport, il Collegio di Garanzia a sezioni unite ha deciso di riflettere ancora qualche giorno sulla legittimità o meno del format a 19 squadre, autorizzato lo scorso 13 agosto dal commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini. CHIUSA l’udienza poco prima delle ore 16, Mario Sanino, Massimo Zaccheo, Dante D’Alessio, Virginia Zambrano, Gabriella Palmieri Sandulli e il presidente Franco Frattini non hanno avuto tempo sufficiente per riflettere su una questione davvero complessa: «Non sarebbe stato serio decidere in un’ora o in un’ora e mezzo - ha sottolineato Frattini lasciando gli uffici di Palazzo H, al Foro Italico - Io per primo non avevo maturato un’idea, abbiamo ascoltato tutti e ognuno di noi ha preso doppi appunti su argomenti davvero importanti: lunedì sera o al massimo martedì decideremo in via definitiva». La questione resta aperta, dunque. Nel Collegio il dibattito è acceso, le posizioni non sono ancora uniformi e dunque i giudici si sono presi il tempo necessario, vista anche la pausa dei campionati di Serie A e B per gli impegni delle nazionali. Le osservazioni dei club ricorrenti, speranzosi di riportare il format a 22 squadre per essere ripescati, sono state ascoltate con attenzione. Tutti hanno definito la decisione di far partire il campionato a 19 squadre «ingiustificata e immotivata». «Il commissario ha ritenuto di avere un potere così esteso da poter definire i parametri della propria legittimità - ha sottolineato l’avvocato Federico Tedeschini, legale del Catania -. Questo è profondamente antigiuridico». Ma il Collegio ha preso atto anche delle ragioni della Figco, difesa dal professor Giulio Napolitano: «Il commissario ha non solo il potere, ma anche il dovere di adottare tutti gli atti necessari al corretto funzionamento della Federazione e tra questi ci possono anche essere atti di carattere regolamentare. Quanto fatto da Fabbricini è perfettamente coerente con il suo mandato, è legittimo e persino doveroso: è stato deciso di far giocare la Serie B alle sole squadre che hanno maturato il diritto di disputarla sul campo», ha sottolineato Napolitano sostenuto dagli avvocati della Lega di Serie B e persino dalla posizione terza della Procura Generale dello Sport. «Non esiste un diritto al ripescaggio perché non si è creata alcuna aspettativa certa di partecipazione a campionati superiori in capo ai singoli club - ha sottolineato l’avvocato Federico Vecchio - Riteniamo inoltre che i poteri affidati al commissario Fabbricini siano i poteri del Consiglio federale e che quindi il provvedimento del 13 agosto abbia travolto i precedenti stabilendo che al campionato di B possano partecipare solo i soggetti che ne hanno titolo». Il format della serie cadetta resta in bilico, come la questione dei criteri di ripescaggio deliberati dal commissario Fabbricini: la decisione è subordinata a quella sul format e dunque arriverà la prossima settimana, congiuntamente alla prima. IL BRESCIA resta in attesa. Il presidente Massimo Cellino, rintracciato in serata, ha preferito non rilasciare dichiarazioni: «E poi sto lavorando», e ha chiuso la conversazione. Certo è che, qualunque sarà il verdetto, il calcio italiano ancora una volta ne uscirà con le ossa rotte e con un’immagine altro che appannata! Si fanno le pulci alle fasce di capitano quando ci sono problemi molto più gravi sul tavolo. Ad esempio: possibile non ammettere più nei campionati società inadempienti? E come è pensabile che si perdano per strada società come il Bari? Resta una riforma sacrosanta, quella del dimagrimento del calcio professionistico in Italia, condivisa anche dalle società che reclamano il ripescaggio. Di sicuro c’è modo e modo. Il 3 agosto la Federcalcio disse: «La Serie B deve rimanere a 22 squadre». Una settimana dopo cambiò idea e permise alla Lega B di varare il calendario con il format a 19. Sarebbe stato meglio dire, con chiarezza: «Dall’anno prossimo si cambia, stop». Si sarebbe evitata un’estate di attesa, di polemiche, campionati in bilico. Se si dovesse tornare a 22 squadre, il calendario dalla quarta giornata in poi verrà rifatto. Senza contare l’attesa infinita delle società, comprese Brescia e Feralpisalò. Eppure c’è stata tutta l’estate per decidere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA