Adesso Torregrossa si candida:
«Pronto a giocare pure in porta»

Ernesto Torregrossa, 25 anni: un gol in Coppa Italia contro il Padova
Ernesto Torregrossa, 25 anni: un gol in Coppa Italia contro il Padova
Gian Paolo Laffranchi09.11.2017

Problemi di abbondanza? Forse eccessivo. Però. Di sicuro a Pasquale Marino le alternative non mancano, per la trasferta di domenica a Carpi.

Il discorso vale un po’ in tutti i reparti. Il Brescia ieri ha riguadagnato per gli allenamenti sul campo Machin, che ha svolto l’intera doppia seduta, e Dall’Oglio, ormai recuperato. Checchin, finalmente vicino al club degli abili-e-arruolabili, lavora in parte con la squadra. Stesso discorso per Caracciolo, che si è allenato al mattino con i compagni e ha svolto esercizi differenziati nel pomeriggio. Ancora convalescente invece Meccariello.

Questa mattina nuova seduta al centro sportivo San Filippo. Di sicuro, se l’Airone sta bene, anche in attacco Marino può scegliere. Perché ora fra i disponibili a tutti gli effetti c’è Ernesto Torregrossa.

L’attaccante ex Lumezzane, Hellas Verona e Trapani sabato contro il Venezia ha disputato il primo spezzone del suo campionato. Mesi di tormenti, di guai muscolari più gravi del previsto. Ormai alle spalle però. E domenica la sua candidatura è seria e dichiarata, anche per un ruolo già dal primo minuto.

«La rabbia è tanta. Per la sconfitta con il Venezia, innanzitutto - dice Torregrossa -: eravamo sbalorditi in campo, non siamo riusciti a gestire palla in vantaggio a 5’ dalla fine. Poi, a mente fredda, abbiamo capito che avremmo dovuto fare qualcosa di diverso, non spaventarci per gli attacchi avversari. È successo, è stata una lezione, forse avevamo alzato la cresta dopo due vittorie. Dobbiamo andare oltre e rifarci, e lo stesso discorso vale per me: finora sono stato spettatore, è andata così e non ci devo pensare più, devo guardare avanti».

Il 18 maggio Torregrossa era stato un salvatore della patria: a segno, insieme a Caracciolo, nella sfida-salvezza vinta contro il Trapani. «Poi sono rimasto qui per dare una mano, volevo e voglio essere importante per questa squadra - assicura la punta -. Finora non ho avuto modo, sono sceso in campo solo in Coppa Italia. Mi impegnerò al massimo per dare il mio contributo e sono fiducioso. Ho visto all’opera un buon Brescia. Certo, molti giocatori sono arrivati a fine mercato: chi era senza preparazione, chi ai margini... E bisognava conoscersi, trovare i meccanismi giusti. Stiamo crescendo. Abbiamo dimostrato di saper giocare bene. Siamo affiatati, ci aiutiamo».

TORREGROSSA è pronto: «Io mi sento bene, per due mesi ho lavorato tanto. Purtroppo una lesione come la mia al bicipite femorale della gamba sinistra richiede 60 giorni. Io al 53° ero con la squadra: ho guadagnato una settimana. Contro il Venezia ho giocato quasi mezz’ora. Non ho il ritmo, ma sono a posto».

Torregrossa può adattarsi (e fare concorrenza a Ferrante e Machin) anche da trequartista in un 3-4-2-1, come sta giocando il Brescia adesso: «L’ho fatto a 18 anni, a Monza. Non ho problemi a variare i movimenti. E sono contento anche se mi mettono in porta, tanta è la voglia di giocare». Nel Brescia segnano pochi giocatori, sempre gli stessi. «Beh, c’è Caracciolo: se hai l’Airone cosa fai, non gli passi la palla? Anche gli attaccanti, rientrano di più. Com’è giusto che sia».

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