Vittorie e canestri: Moss e la carica degli 8000

Tutta l’energia di David Moss: il capitano della Germani è ad un passo dagli 8000 punti in carriera
Tutta l’energia di David Moss: il capitano della Germani è ad un passo dagli 8000 punti in carriera
Alberto Banzola10.11.2017

Un record di quelli da festeggiare, magari con una vittoria di prestigio: David Moss è a un solo canestro dalla soglia degli 8000 punti segnati in serie A. E dovrebbe celebrare questo traguardo domenica sera, nel posticipo che vedrà la Germani Brescia ospite della Virtus Bologna targata Segafredo, nobile neopromossa con ambizioni importanti, squadra in cui l’esterno della Leonessa ha militato per una stagione (2009/2010).

PER GLI AMANTI delle statistiche questo record non entra nella classifica dei primi 10 marcatori di ogni tempo (capeggiata dall’inarrivabile Antonello Riva, che poche settimane fa era seduto sui gradoni del PalaGeorge a vedere la Leonessa vincere contro Varese) ma sicuramente è un risultato importante che risalta una volta di più le doti del giocatore di Chicago. Un po’ sorpreso – e anche divertito- della cosa: «Non mi interessano le statistiche, anche se non nego che mi faccia piacere essere arrivato a questa cifra. Certo è un po’ sorprendente: se mi guardo indietro e penso alla mia carriera italiana, non avrei mai pensato di mettere insieme un bottino del genere». Anche perché la specialità della casa, e a Brescia ben si sa è la difesa: «Infatti mi viene da sorridere: non sono un “bomber”, non è la mia prerogativa principale andare a segno con una certa frequenza: vediamola così, non sono certo il terminale offensivo che le squadre sognano». Vero, ma lo è altrettanto il fatto che quando meno te lo aspetti, Moss scrive anche 20 a referto, come successo a Brindisi: «Siamo una squadra imprevedibile sotto tanti punti di vista, e non fa eccezione il mio rendimento in qualche occasione».

Non è una rivincita sul passato, e questo Moss ci tiene a sottolinearlo: «Se facciamo riferimento al fatto che Brescia mi abbia pescato in un momento di inattività, penso di poter dire che “business is business”: nessuno era interessato a me. Si era chiusa la parentesi di Milano, anche se onestamente faccio fatica ancora a capirne il perché. Ma oggi non mi interessa più pensarci: guardiamo al presente, senza rimpianti per il passato».

(Quasi) 8000 punti sono lì a giustificarlo: «Posso essere sincero? Ricorderò la mia carriera per uno scudetto vinto, non per un canestro in più o meno segnato». Certo che sentire la parola scudetto (detta in italiano, lingua che oramai Moss padroneggia molto bene) fa una certa impressione: «Mi piace pensare che possiamo giocarci questa chance: andiamo in campo per vincere, e lo facciamo per arrivare il più lontano possibile. Adesso però dobbiamo continuare a lavorare su quella che è la nostra attitudine: programmare una partita alla volta e giocare con le nostre caratteristiche».

CHE HANNO portato fino ad ora a 6 vittorie in altrettante partite ed una difesa imperforabile, considerando che la media di punti subiti è di 67,5: «Siamo su una strada positiva». Che passa da Bologna: contro i bomber italiani Gentile ed Aradori, con cui Moss ha festeggiato scudetti e coppe, chiamati adesso a sbarrargli la strada: «Fa strano pensare che potrei tagliare un risultato comunque importante contro la Virtus: ricordo molto bene quella stagione, la finale di Coppa Italia (persa ad Avellino contro la Mens Sana 83-75) i playoff raggiunti. Una squadra che, tra tante difficoltà, lottava per arrivare lontano. E come carattere ricorda questa leonessa».

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