Basket Parte piano e va a sbattere: Germani, un’altra cadutaBasket | Basket

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a sbattere: Germani,
un’altra caduta

Jordan Hamilton protesta invano. Domenica da dimenticare per Brescia a TriesteDavid Moss, Jordan Hamilton, Luca Vitali al termine della gara: un’altra sconfitta.Un duro colpo dopo la vittoria su Reggio Emilia SERVIZIO FOTOLIVE/SIMONE VENEZIA
Jordan Hamilton protesta invano. Domenica da dimenticare per Brescia a TriesteDavid Moss, Jordan Hamilton, Luca Vitali al termine della gara: un’altra sconfitta.Un duro colpo dopo la vittoria su Reggio Emilia SERVIZIO FOTOLIVE/SIMONE VENEZIA
Folco Donati 22.10.2018

Folco Donati TRIESTE È un tonfo pesante, di quelli che per forza di cose fa e farà rumore. La neopromossa Alma Trieste ha vinto e lo ha fatto con merito, contro una Germani piaciuta a tratti, ma che alla resa dei conti esce sconfitta contro un avversario ampiamente alla portata. L’ennesima battuta d’arresto è figlia di un terzo quarto giocato all’acqua di rose da parte della Leonessa dei canestri che senza lunghi (ieri sera non ha giocato neppure Zerini, vittima di un infortunio muscolare) non potrà andare da nessuna parte. Certo Brescia paga il fatto di aver giocato tre partite in una settimana, ma questo non potrà essere un alibi ancora per molto. Ed è un’agenda impegnativa con la quale devono rapportarsi anche altri club. È innegabile che adesso l’urgenza assoluta sia quella di trovare un rimedio. Eric Mika - che per carità anche ieri sera l’impegno lo ha messo, ma che nel momento topico del match, quando la partita si è incendiata, non è stato neppure schierato da Andrea Diana - forse è davvero al capolinea. Ma al di là di Mika, se una squadra finisce con due soli uomini a referto in doppia cifra forse qualche altro problema c’è. Capitan Moss, cuore generoso, ma guerriero fiacco, ha pagato più degli altri le fatiche di Istanbul e senza di lui la squadra non ha retto l’energia che dall’altra parte ha sprigionato un’Alma a cui va il grande merito di aver disputato una gara dalle eccellenti medie al tiro, ma pure di non essersi disunita quando nel corso del primo tempo la Leonessa sembrava in grado di poter scappare. INIZIO disastroso per la Germani. Trieste, che sembra avere il sangue agli occhi da tanta cattiveria agonistica mette in campo, parte fortissimo con l’ex Orzinuovi Strautis e l’ex play della promozione bresciana in serie A, Juan Fernandez: 5-0 e poi 10-2 con l’Alma che va a segno con Sanders ed il rientrante Peric. Andrea Diana si rifugia nel primo time-out della partita e affida le sorti offensive della sua Germani alla mano calda di Jordan Hamilton, che realizzata i primi 9 punti biancoblù (13-9 al 4’). Dopo lo smarrimento iniziale, la sfida si riequilibra. Abass e Vitali accorciano le distanze, una «tripla» di Bryon Allen consente alla Germani di mettere il naso avanti per la prima volta sul 19 -18. Purtroppo, due disattenzioni permettono al nuovo acquisto Silins di siglare le due bombe che fissano il risultato del primo quarto sul 24-19. Cavaliero apre il secondo periodo con un altro tiro da punti: tutto da rifare per la Leonessa che all’11’ si ritrova di nuovo con la testa sott’acqua (19-27). La Germani si affida allora alla buona serata di Allen e con un break di 14-2 si riporta al comando della gara (33-29 al 14’). Hamilton, Vitali e Abass in attacco sbagliano pochissimo, mentre anche in difesa l’impianto bresciano sembra, a tratti, funzionare a dovere. L’Alma Trieste di Eugenio Dalmasson sta a galla grazie ad alcune conclusioni messe a segno da Strautins e Sanders e così il primo tempo termina con il team bresciano avanti di due sole lunghezze sul 44-42. Alla ripresa del gioco Moss e soci disputano un terzo quarto di scarsa efficacia come purtroppo è capitato tante altre volte. Trieste realizza la bellezza di 27 punti, ma la difesa bresciana qualche colpa ce l’ha. ANCHE NELL’ULTIMO periodo, quello che la Germani inizia sotto di 5 lunghezze e che avrebbe dovuto segnare la riscossa biancoblù, la partita rimane saldamente in mano agli avversari che raggiungono in più occasioni il vantaggio in doppia cifra, senza mai soffrire per una rimonta bresciana rimasta solo nelle intenzioni. Trieste vince e festeggia, alla Leonessa non rimane che radunarsi in mezzo al campo per poi andare sotto lo spicchio di curva dove sta il centinaio di bresciani giunti sino al confine con Slovenia per cantare e incitare tutto il tempo. La Leonessa lascia Trieste con una miriade di problemi che investono soprattutto Diana, a cui adesso la società dovrà andare per forza di cose andare in soccorso. Mercoledì al PalaLeonessa arriva la Stella Rossa, che di somiglianze con Trieste ha solamente i colori sociali; per il resto, sarà avversario di ben altra caratura. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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