La Germani entra
nella storia. Ora è
regina assoluta d’Italia

Abdel Fall corre all’impazzata per il campo: per la Germani è un momento incredibilmente magicoLa gioia dei giocatori della Germani Brescia dopo il successo su Reggio Emilia.Tutti indossano la maglietta celebrativa del record SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Abdel Fall corre all’impazzata per il campo: per la Germani è un momento incredibilmente magicoLa gioia dei giocatori della Germani Brescia dopo il successo su Reggio Emilia.Tutti indossano la maglietta celebrativa del record SERVIZIO FOTOLIVE / Fabrizio Cattina
Folco Donati06.11.2017

Chiamatela pure la Germani dei sogni o dei record se volete. La prima della classe. Da sola, grazie alla sconfitta casalinga di Venezia contro Torino.

Di certo è una realtà che non finisce di stupire. Anche contro la rimaneggiata Grissinbon Reggio Emilia la Leonessa dei canestri non si ferma. E siccome la legge del PalaGeorge è uguale per tutti, Moss e compagni infilano la sesta vittoria consecutiva, fissando il nuovo record di affermazioni consecutive iniziale che fino ad ieri era detenuto a pari merito con la Pintinox della stagione 1980-1981.

Il club della presidentessa Graziella Bragaglio sigilla con l’ennesima dimostrazione di forza una vittoria che lo mantiene imbattuto in vetta alla classifica di Serie A. Che la sfida contro la Grissinbon dei coach Max Menetti e Devis Cagnardi, quest’ultimo sebino doc, salutato prima e dopo la partita da molti bresciani presenti a Montichiari, si presentasse meno semplice di quanto non descrivesse la classifica, era facile prevederlo. Chi annaspa e ha l’acqua alla gola generalmente riesce a trovare energie insospettabili. «Oltre il risultato», citava lo slogan stampato su una sciarpa di uno dei pochi tifosi biancorossi giunti al PalaGeorge. In effetti Reggio Emilia ha proprio interpretato così la partita. Cercare di rendere la vita dura a Moss e compagni, nonostante l’andamento di questa prima parte di campionato gli imponesse quasi il ruolo della vittima scarificale.

C’È DA DIRE che la Germani ha sempre dato l’impressione di giocare un po’ come il gatto con il topo. Allunghi poderosi, poi rallentamenti nei quali Reggio rientrava anche con distacchi sotto la doppia cifra, ma non appena Andrea Diana dalla panchina o Luca Vitali dal campo chiamavano una specie di «serrate i ranghi» la Grissinbon era subito rispedita a chilometri di distanza.

Ne è scaturita così una gara non bellissima, ma comunque apprezzata dagli oltre quattromila spettatori presenti nell’impianto monteclarense, che nonostante l’infelice orario della palla a due iniziale, decisamente più adatto a mettere le gambe sotto il tavolo per pranzare che per assistere ad un match di pallacanestro, non hanno voluto mancare all’appuntamento con la storia. Per ognuno di loro sarà piacevole ricordare di esserci stato, quando la Leonessa il 5 novembre del 2017 superò la Pintinox del 1980 conquistando la sesta vittoria consecutiva.

Max Menetti, senza il lungo Riccardo Cervi e il play-guardia Garrett Nevels, fa di necessità virtù e parte bene con il quintetto formato da Candi, Della Valle, Wright, Markoishvili e Reynolds. Diana, che ancora una volta per la prima palla a due preferisce Moss a Moore, non ha problemi nel confermare anche Luca e Michele Vitali, spediti in campo assieme a Hunt e Landry. Dopo le prime schermaglie, utili a far notare il grande atletismo di Reynolds e Wright, la Germani mette in chiaro subito le gerarchie schierate sul parquet.

MICHELE Vitali, uno dei migliori in campo, realizza un gioco da 4 punti che fa impazzire il Palageorge. All’8’ la Leonessa ha già azzannato Reggio Emilia con il tabellone luminoso che indica: Germani 22, Grissinbon 10. Il primo periodo è conquistato dai biancoblù bresciani che lo chiudono sul 27-15 dimostrando di essere assolutamente sul pezzo. Nel secondo quarto Brescia vola sul +16 (31-15 al 12’) e qui forse commette l’unico errore della sua partita: non chiuderla. Reggio Emilia, in questo momento squadra volonterosa e nulla di più, si affida alla precisione di Della Valle, autore di 7 punti consecutivi ma con Moss in panchina a prendere fiato, per riprendere un po’ di colorito (32-39). Ma è bastata, appunto, una magia di Luca Vitali a mettere a posto le cose.

Nella ripresa il copione ricalca i primi 20 minuti. Brescia si difende e attacca con molto equilibrio, Reggio annaspa alla ricerca di quella rimonta che non è neppure sfiorata. Brescia è nella storia e continua a sognare.

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