La Germani cala alla
distanza. E l’Europa
è ancora triste

Il saluto sorridente fra i fratelli Luca Vitali (rimasto a Brescia) e Michele Vitali (in forza all’Andorra)Bryon Allen e Marco Ceron: amarezza e confronto dopo la batosta con Andorra.Dal Morabanc è arrivato il quarto ko della stagione biancazzurra SERVIZIO FOTOLIVEBryon Allen: tiene duro, è fra gli ultimi ad arrendersiJordan Hamilton: forte ma incostante, ha deluso le attese
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Alberto Banzola 11.10.2018

Alberto Banzola ANDORRA Finisce male la prima trasferta europea della Germani: ad Andorra arriva una sconfitta difficile da commentare, una debacle figlia di una condotta scellerata in campo. Due quarti e mezzo giocati alla pari della squadra di casa prima di sparire lentamente dal parquet sotto i colpi di una formazione che ha mostrato maggiore malizia, compattezza ed intelligenza. Ma Brescia dimostra nuovamente di avere dei problemi seri, a partire dal reparto lunghi e passando per un atteggiamento svogliato nel momento più importante della partita che ha favorito un avversario che era in quel momento nervoso e teso. La voglia di far bene della Leonessa dopo 3 sconfitte nelle precedenti partite ufficiali di stagione unita alle motivazioni personali di coach Andrea Diana non è bastata a supplire alle carenze di una formazione che nel pitturato ha concesso troppo ai propri avversari, e la cui zona è stata battuta intelligentemente dopo l’intervallo da una formazione che dimostra tanto materia grigia di qualità. C’è da lavorare, ma soprattutto bisogna cambiare: perché il rischio è che adesso si prendano delle scusanti che possono diventare solo degli inutili alibi che non fanno bene a nessuna componente della squadra. Mika e Beverly sono in bilico, ma al di là di visti, potenziali centri e altre alchimie di mercato, quella che è sempre stata la compattezza e la durezza mentale di questa squadra sembrano essere in discussione: e lì si deve intervenire rapidamente. ALLA CONTESA, anticipata dall’inno nazionale di Andorra, coach Andrea Diana riparte dai soliti 5: Luca Vitali, Allen, Abass, Hamilton e Mika. La riposta di Ibon Navarro è un altro quintetto inedito composto da Albicy, Ennis, Michele Vitali, Shurna e Stevic. Partenza di marca pirenaica (7-0) con Brescia in difficoltà da entrambe le parti del campo. Col passare dei minuti cresce la squadra bresciana e poco per volta i biancazzurri mangiano punti preziosi, riportandosi a contatto (16-13) grazie ad una tripla di Sacchetti. Le distrazioni e le palle perse contaminano la prestazione dei ragazzi di coach Diana che giocano gli ultimi minuti della prima frazione di gioco con il quintetto B (Laquintana, Ceron, Moss, Sacchetti, Zerini); chiusura con 4 lunghezze da recuperare (23-19). L’impatto della panchina continua a farsi nel secondo quarto: Ceron, già, molto positivo nei primi 10’, trova con 2 triple ed un gioco da 3 punti il primo vantaggio di serata (30-33): è una Germani mix & zone quella che tiene il passo della formazione di casa, ma che con gli inserimenti Mika e Abass fa difficoltà a tenere gli attacchi di Upshaw e soci: puntuale arriva il controsorpasso (38-37) ed il minuto di sospensione di coach Diana con Mika ed Hamilton che tornano in panchina con estremo nervosismo. LA RISPOSTA bresciana non si fa attendere: 40-42 e Brescia sembrerebbe essere pronta a chiudere il quarto in maniera positiva: il condizionale è giusto, perché la squadra di Diana si perde sul parquet e la chiusura porta Andorra avanti di 4 lunghezze alla seconda sirena (47-43). Dall’intervallo la Leonessa rientra con Zerini in campo: un segnale abbastanza chiaro della difficoltà nel reparto lunghi di Brescia. Hamilton e Allen tengono in partita Brescia (53-52), che non trova però mai il colpo decisivo per mettere il naso davanti: distratta, la Leonessa vanifica i propri possessi pensando di giocare sul velluto e venendo rispedita al mittente (62-56). Scappa verso la terza sirena Andorra: il +8 (75-67) del 30’ è la punizione per aver sprecato in maniera esagerata nel corso della partita troppe occasioni per girare l’inerzia. Gli ultimi 10’ si aprono con Zerini out per limite di falli e Andorra che approfitta del momento di rottura prolungata della Leonessa per scappare a + 15 (83-68). È l’inizio della fine: in campo c’è una sola formazione, e non è Brescia. Col passare dei minuti la forbice si allarga tremendamente, arrivando a 23 punti di vantaggio (106-83): i buoi sono scappati, il recinto non esiste. Solo i tifosi fanno festa lo stesso, ma c’è poco da festeggiare. C’è da lavorare: e cambiare marcia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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