«Germani non
mollare: ce la
puoi ancora fare»

Il capitano David Moss: grinta e personalità per spingere la Germani verso la rimonta play-off
Il capitano David Moss: grinta e personalità per spingere la Germani verso la rimonta play-off
Alberto Banzola 15.03.2019

Finale (lungo) di stagione in casa Germani: come nella migliore delle serie televisive, anche per la squadra della presidente Bragaglio si annuncia un finale di quelli che terrà incollati davanti ai televisori, ed in cui i colpi di scena sono quantomeno preventivabili. Il riassunto delle 21 puntate precedenti racconta di una stagione di up and down, con netta propensione ai secondi, arrivi e partenze, lacrime e rabbia. E qualche momento di gioia intensa: 9 successi, 12 sconfitte e adesso la protagonista deve riuscire ad arrivare ad un lieto fine che non appare né scontato e ancor meno semplice. La suspense è comunque alta, perché una cosa è certa: gli attori sullo schermo del parquet del palaLeonessa non vogliono mollare il colpo. Col telecomando in mano c’è anche un «seguace» molto particolare, Alberto Martelossi, ex allenatore della Leonessa, soprattutto nella versione squadra dei miracoli (2012/2013). Dopo aver visto da vicino tutta la fase iniziale di stagione e pre-stagione, l’allenatore di Udine (non solo intesa come patria natia, ma soprattutto come squadra allenata: quarto posto in A2 est assieme a Verona) osserva e tifa per la Germani. Uno spettatore particolare, coach Martello: un addetto ai lavori, che quando si parla di Brescia diventa una sorte di Irriducibile della curva nord, con le idee chiare su quello che è successo nei 21 episodi della saga 2018/19. «IL PROBLEMA principale di questa squadra mi sembra legato alla continuità ed ha portato alla situazione attuale - commenta Martelossi -. Aggravata dal fatto che le concorrenti hanno invece trovato ritmo e risultati». Ma cosa ci si può attendere da queste 9 ultime puntate? «La strada è tortuosa, ma credo che si possano fare due considerazioni». La prima è quella più dura, sotto un certo punto di vista. «Parliamo di realismo: una squadra che fino a metà marzo non ha metabolizzato la continuità di cui sopra non è semplice la possa esprimere all’improvviso». Martelossi resta però uno spettatore ottimista: «La visione positiva è quella di lungo periodo: 9 giornate sono tante. Il tempo per recuperare c’è». Anche se dalla sfida di domenica sera con Brindisi, a quella del Taliercio del 12 maggio, Brescia dovrà cambiare pelle: «Da tifoso lo spero, anche se mi concentrerei sulle prime 7 partite. Arrivare alla sfida con Bologna del penultimo turno con qualcosa ancora da dire sarebbe di per sé un ottimo risultato. E farlo al palaLeonessa potrebbe dare qualcosa in più a livello di stimoli e possibilità». Dare il massimo nel minimo tempo possibile: «Non c’è altra via, essere 0-2 negli scontri con Trento e Trieste impone di vincere una gara più di loro. Ripeto: arduo, ma non impossibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA