Aradori sfida la Germani
«Una grande ma la batterò»

Pietro Aradori e la presidentessa del Brescia Graziella BragaglioPietro Aradori, 28 anni, guardia della Virtus Bologna: è di Lograto e domenica sfiderà la Germani
Pietro Aradori e la presidentessa del Brescia Graziella BragaglioPietro Aradori, 28 anni, guardia della Virtus Bologna: è di Lograto e domenica sfiderà la Germani
Alberto Banzola08.11.2017

Domenica sera la Germani Brescia giocherà nel salotto buono della pallacanestro italiana in qualità di regina assoluta: a Bologna, in piazzale Azzarita, dove la Leonessa fino ad oggi si è sempre confrontata con la Fortitudo, la squadra di Andrea Diana è chiamata a un impegnativo esame di maturità, contro una neopromossa di lusso, ma soprattutto contro la storia del basket nazionale, rappresentata dalla Virtus Bologna.

Per i tifosi bresciani sarà una partita importante, anche perchè in canotta bianconera c’è uno dei giocatori più amati dal popolo biancazzurro, Pietro Aradori da Lograto, che a Brescia è sempre stato applaudito in lungo e in largo, qualunque maglia abbia indossato da avversario. E che domenica sarà la solita spina nel fianco della difesa di coach Andrea Diana: il talento cresciuto nella Bassa sta girando a 15,8 punti di media a gara, secondo miglior realizzatore italiano dietro al compagno di squadra Alessandro Gentile.

ARADORI vanta 137 presenze nella Nazionale italiana, ma domenica sfiderà la «sua» Leonessa capolista solitaria? «Sinceramente, non me l’aspettavo di trovarla da prima in classifica - ammette il giocatore logratese -, ma è giusto che sia così in alto».

Aradori conosce bene la squadra cara a patron Matteo Bonetti e alla presidentessa Graziella Bragaglio: «Non è solo una questione di conferme, ma della qualità dei giocatori che sono rimasti e del progetto che la società della presidentessa Bragaglio sta portando avanti: in un campionato difficile e di valore come la serie A italiana, avere una base progettuale è fondamentale. Brescia non è prima per caso, ma sta così in alto per assoluti meriti e per l’attenta programmazione».

È la strada che si sta cercando di seguire anche in casa Virtus, ma per ora i risultati sono altalenanti. L’inizio di campionato della formazione emiliana è sicuramemte positivo, ma con qualche ombra: 3 vittorie ma soprattutto 3 sconfitte maturate in finali dallo svolgimento un po’ convulso in cui Bologna si è sciolta sul più bello: «È abbastanza fisiologico per una squadra che ha cambiato tanto e torna ad affacciarsi a un campionato come la serie A - il ragionamento di Aradori -. Non dimentichiamoci che comunque abbiamo perso con Trento all’esordio e le ultime due con Venezia e Milano, squadre che lottano per lo scudetto: Venezia è campione d’Italia in carica, Milano è una vera corazzata».

Aradori è approdato a Bologna, dopo un biennio a Reggio Emilia: «Alla Virtus si sta bene: è una piazza storica, che ha cultura e tanta passione per la pallacanestro. Il palazzetto è sempre pieno e i tifosi ti spronano, ma senza nessuna apprensione e soprattutto senza eccessi».

DOMENICA, oltre a quello personale di Aradori, ci sarà anche il derby in panchina tra Alessandro Ramagli e Andrea Diana, entrambi figli della scuola livornese (la più prolifica in quanto a coach in Italia, considerando anche Luca Banchi, grossetano ma di formazione labronica, alla guida di Torino; Sandro Dell’Agnello, ora a Brindisi e nel 2011 artefice della promozione in A2 di Brescia).

«“Ramagli ha un grandissimo pregio - assicura Aradori -: si fida del suo gruppo e lo lascia esprimere nella maniera più congeniale senza mettere pressione. Per un giocatore sentire questa fiducia è importante».

L’entusiasmo della capolista Brescia e la voglia di tornare a vincere della Virtus: cosa può prevalere domenica sera? «Non lo so, non mi azzardo in pronostici, anche se so quanto vogliamo tornare a vincere - avverte il giocatore bresciano della Virtus Bologna -. Posso assicurare che sarà comunque un grande spettacolo in campo».

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