Arresti romani e candidature Tutti gli scossoni della vigilia

14.06.2018

Più che una vigilia, un thrilling. A poche ore dalla partenza del Mondiale in Russia, è successo di tutto. Innanzi tutto il cambio di panchina della nazionale spagnola, da Julien Lopetegui a Fernando Hierro, poi l’assegnazione a Canada, Stati Uniti e Spagna del torneo iridato in programma nel 2026, infine gli arresti legati al nuovo (?) stadio della Roma. La partita d’esordio Russia-Arabia Saudita passa così in second’ordine, e non solo per la mediocrità delle due nazionali: i sovietici non vincono da 7 gare e, nelle ultime 5, hanno accusato 3 sconfitte e 2 pareggi; i sauditi, dopo aver battuto Algeria e Grecia, hanno perso gli ultimi 3 incontri. Il risultato odierno potrebbe influenzare visibilmente le sorti del girone che annovera anche Egitto e Uruguay. Alle 17 il calcio d’inizio con i nostri Irrati e Orsato al Var in compagnia dell’argentino Vigliano e del cileno Astroza. Un po’ d’Italia, per fortuna. Ma c’è il rischio che quattro persone dietro i monitor allunghino eccessivamente i tempi d’intervento. La «bomba» è arrivata all’ora di pranzo dal quartiere generale della Spagna dove il presidente Luis Rubiales ha annunciato la svolta: fuori Lopetegui per aver sottoscritto il contratto con il Real Madrid senza parlarne con i dirigenti federali, al suo posto Hierro, l’ex ds delle Furie Rosse. Una scelta forte, in linea con i principi d’una struttura che non ha mai voluto abdicare alla sua centralità: «Siamo stati obbligati a separarci dal nostro selezionatore per il bene della nazionale, ma gli auguriamo il meglio». Questa volta il risultato è passato in second’ordine. La scelta non deve essere stata facile al pensiero che il Real Madrid ha scelto Lopetegui proprio per l’empatia tecnica e relazionale dell’ex selezionatore con i «blancos». Ma la presenza di Hierro, ex stella madridista, potrebbe limitare gli attriti con il club più titolato del mondo. L’altra notizia di giornata è legata alla scelta della Fifa di assegnare i Mondiali del 2026 alla candidatura congiunta di Canada, Stati Uniti e Messico che travalica i problemi in fieri fra il governo americano e gli altri due. In passato una decisione similare era stata presa solo una volta in occasione dl torneo disputato in Corea del Sud e in Giappone. Mai però un Mondiale s’era disputato in tre paesi. C’è poi la faccenda nostrana dello stadio voluto da Pallotta, presidente della Roma. L’inchiesta ha portato all’arresto di 9 persone, fra cui il costruttore Parnasi. Ai domiciliari il presidente di Acea, Lanzalone, e il vice presidente del consiglio regionale Palozzi. Complessivamente sono 16 gli indagati con contestazioni pesanti: associazione a delinquere, frodi fiscali, corruzione, finanziamenti illeciti. Il tempo dirà. Quanto a stadi, anche la Russia si pone anni luce davanti a noi. Pur di fare le cose in grande, Putin ha stanziato oltre 12 miliardi per organizzare la Coppa del Mondo. Mondiali e Olimpiadi hanno fatto sempre da volano mediatico per i Paesi organizzatori: come dimenticare l’Italia nel ’34, la Germania nel ’36, l’Argentina nel ’78 e via di questo passo. Figurarsi se poteva esimersi la Russia alla ricerca di consensi sul piano internazionale. Peccato che la sua nazionale vada a rilento per colpa dei club infarciti di stranieri, in particolare brasiliani. Neanche Capello è riuscito a sollevare un movimento in grande difficoltà. Dietro l’angolo il pericolo connesso a hooligans, radicalismo islamico, doping. Noi spettatori.