Rezzato, è scossa Filippini:
cinquina e vetta a un passo

Stefano Franchi: un gol segnatoFesta Rezzato: cinque gol, Pergolettese ammutolita e primo posto lontano solamente un punto
Stefano Franchi: un gol segnatoFesta Rezzato: cinque gol, Pergolettese ammutolita e primo posto lontano solamente un punto
Alberto Armanini02.11.2017

Bastava davvero così poco? Intensità, due mezz’ali inferocite, un regista vero, un centravanti di movimento ed eccoti il Rezzato-killer che tutti si aspettavano di vedere. In fin dei conti i dirigenti biancazzurri hanno sempre avuto ragione: con un organico del genere non ci si può accontentare di vincere le partite. Una squadra del genere deve dominare il gioco, annichilire gli avversari con un calcio verticale, rapido e istantaneo al solo scopo di stravincere le partite. Filippini ci è riuscito alla seconda mossa, a tre giorni da un pareggio sfortunato. Come? Una pedina in meno in difesa - il povero Siniscalchi, fermato dalla rottura del crociato - un Selvatico in più in cabina di regia, tre attaccanti affamati e indiavolati e il gioco è fatto. Tutto il resto si è trasformato di conseguenza. Più grinta, più fame, più precisione, più compattezza in ogni reparto.

Al netto di una Pergolettese troppo brutta per essere vera, questo è il Rezzato che tutti quanti, giocatori compresi, hanno aspettato per undici giornate. Se si vuol vincere il campionato bisogna fotocopiare questa versione e riproporla in tutte le altre sfide.

La vittoria è un trionfo della ragione. Perché ostinarsi in un calcio paziente e ragionato ma poco produttivo? I neuroni della squadra possono funzionare anche se le gambe viaggiano al doppio della velocità. Filippini lo dimostra mettendo il giovane Mecca a fare la mezz’ala destra, con Selvatico in cabina di regia e Cazzamalli uomo ovunque. Davanti a loro i tre moschettieri: Franchi e Bellazzini a sinistra e destra, con piedi opposti per rientrare e colpire; Bertazzoli al centro, con lo spazio come alleato prezioso per scardinare le difese. Un’occhiata alla voce «reti» del tabellino è la migliore sintesi di come le scelte si siano trasformate in punti. A colpire sono proprio Mecca, Franchi, Bertazzoli e Bellazzini. Il biondino classe ’99 ci mette 42 secondi a depositare alle spalle di Leoni il pallone (di Luca Ruffini) che vale l’1-0.

LA PERGOLETTESE è appena entrata in campo ma non c’è già più. Quando Premoli trattiene Marco Ruffini in area la partita è già in archivio: rigore, Franchi sul dischetto e 2-0. E quando li riprendi più questi? Il tris è un perfetto lavoro di gruppo che transita dai piedi di Cazzamalli a quelli di Bellazzini, preciso sotto porta. Il poker è un capolavoro: cross di Marco Ruffini, testa di Cazzamalli, tocco di Bertazzoli. Il quinto è un altro rigore, concesso per un fallo di mano di Poesio. Bellazzini timbra di nuovo il cartellino e lascia il posto ad un compagno per un finale di pura gestione del cronometro. Bastava così poco?

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