Il Novara è una bestia nera:
l’ultimo successo 44 anni fa

Leonardo Morosini con mascherina nell’ultima sfida contro il Novara
Leonardo Morosini con mascherina nell’ultima sfida contro il Novara (BATCH)
Sergio Zanca14.10.2017

È da 44 anni e mezzo che il Brescia non batte il Novara in casa, per l’esattezza dal 15 aprile ’73. Chissà se Pasquale Marino, al debutto, spezzerà questa maledizione.

Quel giorno il punteggio (2-0) lo ha fissato il difensore Del Favero, autore di una doppietta. Il portiere era Ernestone Galli, terzini Angiolino Gasparini di Bedizzole (poi al Verona, all’Inter e all’Ascoli) e Gigi Cagni, originario del Carmine, da allenatore artefice dell’ultima salvezza del Brescia, mezz’ala Fausto Inselvini di Travagliato, passato successivamente alla Lazio, con cui ha vinto lo scudetto nel campionato ’73-74, centravanti Marino. In panchina Renato Gei. Tra gli ospiti il difensore Udovicich, classe 1940, un esule proveniente da Fiume e che si stabilì a Novara nel 1946.

La sua carriera di calciatore si è sviluppata interamente con i piemontesi, dal 1958 al 1976, con 516 gare e 10 reti.

Tornando ai precedenti tra Brescia e Novara, telle 22 gare disputate nella nostra città, tutte in Serie B, i biancazzurri ne hanno vinte la metà (11), con 5 sconfitte e 6 pareggi, fra cui le ultime 4: 1-1 il 9 marzo 2013, gol di Seferovic e pari biancazzurro Gigi Scaglia, abile a sfruttare da distanza ravvicinata un pallone perso dal difensore Ludi; identico punteggio il 7 settembre dello stesso anno (Andrea Caracciolo, di testa, su cross di Kikc, replica di Gonzalez); 0-0 sia il 26 marzo 2016, con Boscaglia e Baroni in panchina, che l’11 dicembre (gli allenatori: Brocchi e Boscaglia, passato alla guida dei piemontesi prima di tornare in biancazzurro).

IL PRIMO confronto risale al 23 aprile ’33. Risultato: 2-0, a segno Ugo Locatelli (avrebbe vinto le Olimpiadi di Berlino del ’36 e i Mondiali in Francia nel ’38, lo stadio di Toscolano Maderno porta il suo nome) e Correnti. Tra i pali il mitico Peruchetti. In panchina l’ungherese Gyorgy Hlavay.

Il punteggio più rotondo: l’8-0 del 26 febbraio ’61. La partita si è trasformata in un autentico tiro a segno. Nel tabellino dei marcatori sono entrati Vigni (doppietta), Favalli, Turra (doppietta), Marchetto su rigore e Rizzolini (doppietta), allora utilizzato da centrocampista, successivamente diventato libero di classe sopraffina.

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