Filippini e il
Trento: «Grande
entusiasmo»

Antonio Filippini: la sua carriera di allenatore riparte sulla panchina del Trento in Serie D
Antonio Filippini: la sua carriera di allenatore riparte sulla panchina del Trento in Serie D
Alberto Armanini07.11.2017

Assist di Emanuele, gol di Antonio. E’ la stessa scena vista nel 2005 in un Lazio-Inter, solo tradotta dal campo alla panchina. In questo modo: Emanuele batte sonoramente il Trento con il suo Rezzato, i gialloblù esonerano Roberto Vecchiato e scelgono Antonio. Filippini, ovviamente. Passano gli anni, cambiano i ruoli, eventualmente cade qualche capello ma l’intesa tra i gemelli è sempre la stessa. E funziona a meraviglia.

La notizia era nell’aria già domenica sera ma ieri pomeriggio è divenuta ufficiale: Antonio Filippini è il nuovo allenatore del Trento. Un anno e un mese dopo l’esonero shock di Lumezzane, ecco «il predestinato della panchina» (definizione di Vincenzo Greco, ex diesse rossoblù) tornare finalmente in pista. La categoria non è più la Serie C, persa quell’11 ottobre del 2016, ma la D. In una piazza ambiziosa che sta facendo i conti con risultati non all’altezza delle aspettative: «Ma è una sfida stimolante tanto quanto quella vissuta in Valgobbia - assicura il neo-allenatore del Trento -. C’è molto lavoro da fare, ci sarà da rimboccarsi le maniche e bisognerà cercare di ottenere risultati utili quanto prima. L’entusiasmo? E’ alle stelle. Non vedevo l’ora di tornare ad allenare e di potermi confrontare con una nuova realtà». Per ora però niente voli pindarici: «Dobbiamo pensare alla salvezza - assicura Filippini -. Il girone è complesso e le avversarie sono molto attrezzate». Non soltanto il Rezzato del fratello Emanuele, contro cui giocherà tra un girone esatto, ma pure tutto il resto della ciurma. Chi sta dietro e chi immediatamente davanti. E pure il Lumezzane. La partita è lontanissima e si giocherà al Briamasco, quindi sarà vissuta con maggiore distanza emotiva, ma è certo che da parte del neo tecnico gialloblù ci sia voglia di rivalsa.

A TRENTO Filippini non ci va da solo ma con il fedele Paolo Quartuccio, molto più che un vice: patentino Uefa A, collaboratore del gemello a Salò e Lumezzane, una salvezza miracolosa a Rodengo Saiano in Promozione, come plenipotenziario della panchina franciacortina. Lui la vede così: «Abbiamo l'entusiasmo e la voglia di fare in una società che si trova in questa categoria per sbaglio. Cercheremo di portare le nostre idee per migliorare subito la classifica». In rossoblù i due hanno fatto cose mirabili, centrando un obiettivo che nessuno riteneva possibile e rimanendo sempre in linea con i programmi societari anche nella prima parte del campionato successivo. Poi il crack, la rottura con il presidente Cavagna, l’esonero e la chiamata di Luciano De Paola. Guardacaso un ex Trento che non riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione in Eccellenza. Acqua passata, ormai. Il presente è un mandato da allenatore che inizia oggi con il primo allenamento a Mattarello e dovrà portare alla conquista della permanenza in categoria. La prima tappa è la sfida con il Calcio Romanese di Aldo Nicolini, guardacaso un altro ex Lume. Quindi Grumellese e la Pro Patria, giustiziata a suo tempo da Filippini in un confronto-chiave tra i professionisti. Chissà che stavolta un’eventuale vittoria possa diventare un assist di Antonio per Emanuele.

Condividi la notizia