Altro Calcio Feralpisalò, sogno Toscano: «Sarà la mia ottava perla»Altro Calcio | Altro Calcio

Feralpisalò, sogno
Toscano: «Sarà la
mia ottava perla»

Domenico Toscano e Andrea Caracciolo: il reparto d’attacco è super Domenico Toscano, 47 anni, allenatore della Feralpisalò: 7 promozioni in carriera tra campo e panchinaIl tecnico con il presidente Giuseppe Pasini: il legame è solido
Domenico Toscano e Andrea Caracciolo: il reparto d’attacco è super Domenico Toscano, 47 anni, allenatore della Feralpisalò: 7 promozioni in carriera tra campo e panchinaIl tecnico con il presidente Giuseppe Pasini: il legame è solido
Sergio Zanca 27.08.2018

Da calciatore Domenico Toscano ha portato in alto la Calabria, conquistando promozioni con Reggina, Cosenza e Rende, sfiorandola col Catanzaro. Da allenatore ha allargato il suo raggio d’azione e, dopo la doppia prodezza col Cosenza, condotto dalla D alla C1, è salito in B con Ternana e Novara. Sette centri, quindi, e la speranza di compiere l’ottava impresa sulla panchina della Feralpisalò. «Ci aspetta una stagione molto difficile, con tante squadre agguerrite - sostiene Toscano -. Pordenone, Triestina, Vicenza, Sudtirol, lo stesso Monza, che ha appena tesserato Jefferson. Sarà un girone competitivo. Ma il nostro organico è buono: abbiamo costruito una rosa con ricambi validi in ogni ruolo, con coppie di pari livello». L’IMPRESSIONE è che il regista Pesce sia diventato l’allenatore in campo. «È un tipo molto passionale, e dà sempre indicazioni. Io lo chiamo radiolina, perché continua a parlare. Ritengo che la leadership debba essere divisa tra vari elementi. Oltre a Pesce, penso a Caracciolo, Canini, Legati, Mattia Marchi, Guerra. Hanno l’esperienza e la personalità per spiegare ai compagni tante cose: come ci si allena, si riposa, ci si alimenta. Il calcio non è racchiuso soltanto nella partita». La Feralpisalò dispone di un attacco super, imperniato su Caracciolo (173 gol in campionato col Brescia) e Guerra (la scorsa stagione capocannoniere dell’intera serie C con 21). «Ma non dimentichiamoci di Ferretti, Mattia Marchi e del giovane, promettente Moraschi. Tutti e cinque devono sentirsi importanti. Si integrano bene, per carattere e caratteristiche: il nostro è uno dei reparti avanzati più temibili della Lega Pro, e non solo per le capacità realizzative». Su chi scommettere maggiormente, tra i ragazzi appena arrivati? «Tutti hanno margini di miglioramento - risponde Toscano -. Qualcuno magari è più avanti nella preparazione, altri meno. A ciascuno dobbiamo consentire di sbagliare, sperando che l’errore porti meno danni possibile. Ma sono convinto che tutti potranno crescere, grazie ai consigli sul modo di lavorare e di comportarsi». E si guarda lontano: in questi giorni il tecnico e il suo staff (il vice Michele Napoli, il preparatore atletico Roberto Bruni e quello dei portieri Federico Orlandi) hanno allungato il contratto coi gardesani fino al 30 giugno 2020. «Col presidente Giuseppe Pasini ci eravamo già stretti la mano al termine del campionato - ricorda Toscano -. Ho assicurato che avrei declinato altre, eventuali offerte. Ne ho ricevute parecchie, tra cui una di B, ma le ho rifiutate. Qui mi trovo benissimo, sembra di essere in una famiglia. Il presidente, che è esigente, vuole compiere ulteriori passi avanti, com’è giusto che sia. Lui ha capito che la mia freschezza e schiettezza si sposano bene con la sua ambizione. Abbiamo trovato il feeling giusto». MA COME si era partiti, a febbraio, in sostituzione di Michele Serena? «Pur essendo bene allenato, il gruppo aveva perso un po’ di autostima - sostiene Toscano -. Grazie alla disponibilità generale, siamo riusciti a ricomporre le dinamiche che si erano perse, e ad accrescere il livello di consapevolezza nelle proprie capacità, compiendo un percorso di crescita». E sul notevole rinnovo dell’intelaiatura effettuato in sede di mercato? «Qualcuno aveva deciso di andare via, e abbiamo cercato di assecondarlo. Tutti si sono dimostrati professionisti seri. Nel calcio le scelte vanno accettate, anche a malincuore». Intanto l’avvio del campionato continua a slittare: «Non è agevole tenere alta la tensione e l’intensità, come se si giocasse a fine settimana. La condizione fisica? È difficile dire se siamo al 70 o all’80 per cento. Si è verificata una situazione anomala e ci siamo dovuti adattare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA