Fabbricini for president: perché no?

Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Federcalcio
Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Federcalcio
12.09.2018

Qualcuno doveva pur iniziare a riformare il calcio italiano, soprattutto nella fase più acuta di una crisi storica, con la Nazionale con minore qualità che si ricordi a memoria d’uomo e di almanacchi. Per questo la decisione del Collegio di garanzia del Coni di non cambiare il format della Serie B va salutata con favore da chi vuole realmente che lo sport più amato dagli italiani e nel mondo cambi radicalmente e riporti l’azzurro più sulle tonalità del sereno che della tenebra. Come si poteva pensare di fare altrimenti dopo l’esclusione dal torneo di cadetto di tre piazze storiche come Avellino, Bari e Cesena? Il segnale che la misura era veramente colma. Ma davvero non si poteva decidere prima? Incredibile che la sentenza del Collegio di garanzia del Coni sia arrivata solo ieri sera, con calma e per piacere, e che dopo il rinvio di venerdì sera non si sia potuto sacrificare un fine settimana per «liberare» dall’ impasse la Serie B già partita da due giornate e che rischiava, in caso di verdetto contrario alla Federcalcio, di dover rifare il calendario; e la Serie C che, a settembre inoltrato, non conosce ancora calendario e data d’inizio. ALLORA APPLAUSI al decisionismo del presidente della Lega B Mauro Balata e del commissario straordinario della Federcalcio Roberto Fabbricini che hanno compattato le società, con il Brescia di Cellino e la Salernitana di Lotito in prima fila. Detto che i club che puntavano al ripescaggio qualche ragione ce l’hanno sul metodo (il 3 agosto Fabbricini aveva assicurato che la serie B sarebbe rimasta a 22 squadre; una settimana dopo ha cambiato le Norme interne per portarla a 19), questa svolta deve essere un punto di partenza per risanare. Il calcio italiano non può più reggere 98 società professionistiche: 20 in A, 19 in B, 59 in C. L’obiettivo sarà un ulteriore taglio per selezione naturale: chi non ha i requisiti economici sta fuori, le promozioni si conquistano sul campo. Cellino, adesso, potrà essere soddisfatto e continuare a investire su una piazza come Brescia che è stanca di false promesse (lo stadio), di campionati stentati anche in quella che è storicamente la sua casa (la Serie B) e vuole tornare stabilmente tra i grandi. Resta la rivoluzione di Fabbricini. E a questo punto non si capisce perché l’attuale commissario straordinario non possa essere candidato alla presidenza federale. Il criterio per l’elezione è l’efficienza? Fabbricini ha fatto quel che doveva per risanare. Lo si confermi alla Figc e allora sì che la volontà di riforma del calcio italiano farà un altro passo verso la credibilità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA