Altare e Corsinelli, il futuro sul Garda

Giorgio Altare
Giorgio Altare
SE.ZA. 30.08.2018

Giorgio Altare, difensore, 20 anni compiuti ai primi di agosto, e Francesco Corsinelli, centrocampista, 21 il prossimo novembre, sono arrivati alla Feralpisalò in prestito dal Genoa, ma non hanno molto in comune. Il primo è bergamasco della Valle Imagna, di Sant’Omobono Terme, e ha conseguito il diploma della scuola alberghiera, specializzato in pasticceria; il secondo è di Viareggio, e non ha concluso l’istituto professionale per elettricisti. Altare è stato cresciuto da allenatori di buon nome: Armando Madonna nella Virtus Bergamo in D, Stefano Nava nel Milan Primavera e Carlo Sabatini nel Genoa Primavera. «Ne ho avuti di tosti – afferma il difensore -, che mi hanno aiutato a maturare. Adesso mi ritrovo con un altro tecnico, Domenico Toscano, che trasmette molto ai ragazzi sul piano del temperamento, e ci prepara ad affrontare il campionato in modo adeguato, con la determinazione giusta. Ho accettato il trasferimento per misurarmi con giocatori di esperienza come Canini, Legati, Pesce, Caracciolo. Cercherò di seguire i loro insegnamenti, e trarne vantaggio. Non sarà un campionato facile. Proverò a conquistarmi il posto lottando giorno per giorno. Ringrazio l’allenatore per la fiducia in questo precampionato». SUL FUTURO: «Se le porte del calcio si chiudessero, seguirei la strada alternativa. Riprenderei a sfornare torte, panettoni, brioche e dolci, anche di genere vegano. Adesso ho perso un po’ la mano, ma non avrei difficoltà a ricominciare», conclude Altare. Che nell’appartamento di Desenzano ha trovato un valido cuoco in Davide Mordini, mentre Corsinelli si affida alla sua ragazza, Diletta, un nome che va di moda. «È di Napoli, e ai fornelli è proprio brava – assicura Francesco -. Inoltre tra noi due è la testa pensante. Io a scuola sono stato un asino. Lei frequenta l’Università Normale di Pisa, per ottenere la laurea in Economia e Marketing». Elettricista mancato, Corsinelli cerca di accendere la luce sul campo. «Posso giocare esterno alto sul corridoio di destra, come mi ha utilizzato Paolo Indiani l’altr’anno – dice -, o sulla sinistra, la posizione occupata nell’ultima stagione, sempre a Pontedera, agli ordini di Ivan Maraia. Mi trovo bene sia da una parte che dall’altra. La proposta del direttore Andrissi mi ha convinto. È una bella piazza, con calciatori importanti. Mi sono messo a disposizione, consapevole che occorre un grande lavoro per ambire a traguardi prestigiosi. Sulle fasce devo vedermela con Mordini, Parodi, Vita. Ritengo che la concorrenza faccia bene, serve a cementare il gruppo. Un esempio da seguire? Rino Gattuso, per la carica che trasmette». •