La montagna
di Bianchi si
colora di azzurro

Per Filippo Bianchi la gioia della convocazione in nazionale in vista dei mondiali di lunghe distanze
Per Filippo Bianchi la gioia della convocazione in nazionale in vista dei mondiali di lunghe distanze
Folco Donati 16.05.2018

La sua passione vera non è solo la corsa in montagna e neppure lo sci alpinismo, le specialità dove eccelle e che sente comunque come sue discipline. La sua forte attrazione è rappresentata dalla montagna, in tutte le sue forme, in tutte le sue sfaccettature. Filippo Bianchi, 27 anni, neo convocato in nazionale per i campionati del mondo di corsa in montagna sulle lunghe distanze che si disputeranno fra qualche settimana in Polonia, tiene tantissimo a questa precisazione.

«ALLO SCI PRIMA ed alla corsa dopo, ci sono arrivato per caso – spiega l’alfiere dell’Atletica Libertas Vallesabbia -. Sono sempre andato in montagna, sin da piccolo, montagne che fortunatamente ho a due passi da casa. Anche adesso, quando non sto preparando un appuntamento specifico, non necessariamente esco per allenarmi. Prendo con me il mio cane ed andiamo correre o camminare in Maniva, al Gaver o al Lago della Vacca, i luoghi che prediligo». Le prime vittorie di Filippo Bianchi, valsabbino di Ponte Caffaro, giungono nello sci alpinismo. Poi per alcuni anni, d’inverno gareggia con gli sci ai piedi e nel resto della stagione si destreggia con le scarpe da running nello scalare sentieri di montagna e correre a rotta di collo sulle susseguenti discese: «Faccio ancora tanto sci alpinismo ma ormai lo uso esclusivamente come forma di allenamento per la corsa in montagna – spiega Filippo Bianchi -. Ad un certo punto, qualche stagione fa, capendo che due discipline ad alto livello non era possibile portarle avanti, mi sono trovato di fronte al bivio di dover scegliere fra la corsa e lo sci. A dire il vero non è che poi ho avuto molte alternative. Lavorando come operaio e facendo i turni, lo sci sono quasi stato costretto a non considerarlo come sport da praticare ad alto livello. Ho scelto quindi la corsa e devo dire che i risultati stanno avvalorando quanto scelto». A Chiavenna, nel Trail della classica Val Bregaglia, Filippo Bianchi ha conquistato una vittoria che ha pure significato la convocazione in nazionale. Un tracciato perfettamente consono alle sue caratteristiche, fra l’altro stessa tipologia di percorso che Bianchi troverà sui monti della Polonia alla fine di giugno quando prenderà parte di campionati del mondo della specialità: «Sono nato discesista, ma negli ultimi periodi, proprio perché con il mio allenatore, Eros Grazioli, abbiamo cambiato metodo di preparazione, me la sto cavando molto bene anche in salita. Diciamo che mi sento abbastanza completo ed il tracciato della Val Bregaglia ha esaltato le mie doti. Sono andato forte. Mi sono sentito bene sin dalle prime battute della gara e conscio che in palio c’era la maglia azzurra sono riuscito a raddoppiare lo sforzo ed a giungere per primo sul traguardo».

SCI ALPINISMO prima, corsa in montagna poi, maratona in futuro? «Sono sincero, non penso alla maratona - sottolinea il valsabbino - Troppo distante dal mio modo di vivere. Amo troppo la montagna e difficilmente troverei gli stimoli per fare così tanta fatica in un ambiente che non sentirei mio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA