I bresciani
hanno conquistato
ancora New York

Il gruppo dei runners di Capriolo può mostrare con orgoglio la medaglia ricevuta a Central ParkTito Tiberti insieme a Gloria Giudici e Francesco Puppi
Il gruppo dei runners di Capriolo può mostrare con orgoglio la medaglia ricevuta a Central ParkTito Tiberti insieme a Gloria Giudici e Francesco Puppi
Folco Donati07.11.2017

Grande festa per i bresciani che nella mattinata americana di domenica hanno deciso di prendere parte alla gara più importante del pianeta: la maratona di New York. E anche se il loro numero è inferiore ai 127 che la maratona della Grande Mela la corsero l’anno passato, una cifra alla quale l’anno scorso si arrivò perchè Atletica Paratico e Corrintime ad esempio portarono circa una cinquantina di loro atleti a disputare la corsa più partecipata del mondo, non è mancato l’entusiasmo.

Quello di Paola Bianchetti ad esempio, ex ginnasta della Brixia e della nazionale di ginnastica ritmica: «Me lo avevano raccontato che sarebbe stato bellissimo e mi sarei divertita, ma non avrei pensato ad una cosa del genere – spiega la capriolese -. Che esperienza questa maratona! Il percorso è un po' impegnativo, ma c’è pure un tifo da paura. I newyorkesi sono veramente incredibili, ti sostengono come solo loro sanno fare. Noi, quelli del nostro gruppo, ognuno con i suoi tempi e obiettivi siamo riusciti a portarla a termine tutti e questo era l'importante. E di New York come città cosa dire: per chi come me è la prima volta che la vede, ti lascia senza parole. E tutto questo non sarebbe stato possibile senza un coach di esperienza come Roberta Colombi».

NELLA MARATONA vinta da Geoffrey Kipsang Kamworor e da Shalane Flanagan, con una splendida Sara Dossena, atleta orobica che fino a due stagioni fa vestiva la casacca dell’Atletica Brescia 1950 giunta sesta in campo femminile, il primo dei bresciani a giungere sul traguardo è stato il triumplino Lorenzo Tanghetti, portacolori dell’Atletica di Lumezzane che ha chiuso la sua fatica in 2h54'55". Ad ambire al titolo di miglior bresciano ci aveva provato ancora una vola Simone Morabito (Atletica Paratico), ma questa volta l’emozione lo ha tradito. All’amico Danilo Peri, compagno di allenamento, Morabito ha confidato di essere stato frenato da una giornata storta, nella quale non ha mai sentito la gamba giusta per poter essere protagonista. Nel tabellone riepilogativo che pubblichiamo qui a fianco (purtroppo molto probabilmente non completo, per l’impossibilità di una facile consultazione delle classifiche generali per provenienza) figura anche la comasca Gloria Giudici, che corre per la sebina Free Zone, che come il migliore degli italiani giunti sotto lo striscione d’arrivo, il camoscio di Guanzate, Francesco Puppi, è allenata dal triumplino Tito Tiberti.

COME DICEVA Paola Bianchetti la maratona di New York ha un fascino del tutto particolare, come quello chehanno provato i ragazzi del «Blind Runners Project» che hanno coronoato il sogno di arrivare al traguardo.

E a tal proposito mai dimenticherà l’incitamento che ha ricevuto Celestina Gallinea, atleta di Paratico del gruppo di Roberta Colombi, giunta 50617°: dopo di lei solo altri 26 atleti, fra cui 11 donne, sono arrivati a Central Park ma l’applauso ricevuto dal popolo newyorchese è stato pari se non superiore a quello dedicato alla vincitrice assoluta Shalane Flanagan, giunta in Central Park sei ore e mezza prima di lei.

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