Allegri vuole la Coppa
«Cancelliamo Cardiff»

Massimiliano Allegri vuole la Supercoppa per dimenticare in fretta la delusione di Cardiff
Massimiliano Allegri vuole la Supercoppa per dimenticare in fretta la delusione di Cardiff (BATCH)
11.08.2017

TORINO

Due giorni alla Supercoppa di domani e alla sfida con la Lazio, da vincere per iniziare la stagione alzando un trofeo, ma la testa è ancora a Cardiff. A quella finale persa, la seconda in tre anni, alla delusione per il risultato ma anche alla voglia di ricominciare. Perchè c’è ancora «molto da dimostrare». E ancora «molto da insegnare». Massimiliano Allegri affida a «The Players’ Tribune», piattaforma media che ospita le testimonianze di atleti e allenatori, le riflessioni degli ultimi due mesi. E, soprattutto, la convinzione che la sua Juve può «cancellare le ferite di Cardiff e avere una grande stagione». Vuole la Supercoppa, il tecnico bianconero, 50 anni oggi. E mentre sul campo mette a punto gli schemi per sfidare la Lazio, getta lo sguardo più avanti, alla finale Champions di Kiev. Perchè, sottolinea, con lui al comando la Juve cercherà «di tornare in finale». Un obiettivo ambizioso, che punta guardando agli errori dello scorso 3 giugno. «Quando ho visto quella volee di Mario (Mandzukic) superare il portiere, ho pensato che forse era la nostra occasione. Una magnifica sequenza tecnica, un gol irripetibile. Mostra quel che serve per essere in finale di Champions: non devi solo essere grande, ma speciale. Noi avevamo giocatori speciali, il Real molti».

Ecco perchè, al fischio finale Allegri è uscito dal campo «in pace con sè stesso». «Non eravamo la squadra migliore», sostiene il tecnico bianconero. I dubbi però sono cominciati ad arrivare la sera successiva. «A casa mi sono dovuto fare la domanda più dura: era la fine della strada, era il massimo a cui potevo portare questa squadra? Una parte di me voleva andare in sede e dare le dimissioni...». Domenica sera, all’Olimpico, Allegri sarà al suo posto, sulla panchina della Juventus, pronto per una nuova stagione, con nuove opportunità. «Guardo a Dybala e Buffon come ai simboli della Juve, uno è un ragazzo al primo anno di scuola, l’altro sta prendendo il master. Uno con una carriera davanti, l’altro verso la fine ma col desiderio di lasciare al top». E proprio Dybala ha parlato della prestigiosa maglia numero 10 che la Juve ha scelto di concedergli. L’asso argentino ha posato per le prime foto con lo speciale numero sulle spalle, un vero e proprio sguardo da innamorato. «Ho penso se fosse giusto lasciare il 21», ha detto Dybala, «ma la numero 10 è una maglia speciale, è un onore indossarla, un senso di responsabilità grande».

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