Battaini, il coraggio di far luce sull’ignota violenza

Valeria Battaini ha citato    le parole della nigeriana  Blessing Okoedion
Valeria Battaini ha citato le parole della nigeriana Blessing Okoedion
25.10.2017

Un cold case che non verrà risolto. Il brutale assassinio da parte della criminalità organizzata di una donna, forse una prostituta, il cui cadavere irriconoscibile, perché orrendamente mutilato e dato alle fiamme, è stato ritrovato nel maggio 2005 nelle campagne di Castegnato, nascosto in un tubo di cemento. La storia è stata raccontata da Valeria Battaini in «Quando muoio io», un intenso spettacolo prodotto da Teatro19, andato in scena a San Barnaba nell’ambito di «Accendiamo la luce», la manifestazione voluta dal Comune di Brescia per sensibilizzare i cittadini sui temi della sicurezza nel contrasto ai fenomeni di usura, estorsione, racket, corruzione, sfruttamento presenti sul nostro territorio.

Valeria Battaini, con la collaborazione di Gianluca De Col, ha scritto un testo assai efficace sul piano drammaturgico, in cui l’attrice si mette in gioco in prima persona. Nel primo dei tre capitoli, di cui si compone lo spettacolo, Valeria parla di sé. In platea in mezzo al pubblico narra di aver partecipato nel 2007 al funerale della vittima senza nome, voluto dall’allora sindaco di Castegnato, Giuseppe Orizio. Ma il ricordo fa scattare le domande: avrei potuto essere io al posto di quella donna? Come sarà il mio funerale? Cosa vorrei per me «quando io morirò»?

Con una lieve autoironia mette a nudo il suo animo e riesce a parlarci anche dei momenti dolorosi della sua vita. Nel secondo capitolo, sul palco, il registro si fa drammatico e la voce è quella della prostituta senza nome, che, ripercorrendo i momenti dell’uccisione, ci trascina nel girone infernale di violenze senza misura. Nel terzo capitolo si cerca di «immaginare» quale potrebbe essere l’antefatto del crimine; lo si fa senza affidarsi alla fantasia, ma prendendo spunto dalla testimonianza lasciata nel libro «Il coraggio della libertà» da Blessing Okoedion, giovane nigeriana arrivata in Italia con la promessa di un lavoro in un negozio d’informatica, ingannata e venduta sul mercato del sesso. Battaini è stata molto brava nel costruire uno spettacolo coinvolgente, che evita la trappola del moralismo, dimostrando pietà, ma non pietismo verso la vittima. Spettacolo duro e coinvolgente, in cui parlano i fatti. Calorosissimi applausi; se vi capita l’occasione è da vedere. F.D.L.

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