«Prima del viaggio», la fede incontra la psicanalisi

Giulio Galetto 10.08.2018

«Prima del viaggio» si intitola il volume in cui Idalgo Carrara, psicanalista e scrittore, raccoglie una serie di interventi (lezioni, conferenze, dibattiti) tenuti nel 2017 su temi letterari, filosofici, storico-sociali, tenuti insieme dal filo rosso del metodo psicanalitico che guida tutti i tracciati di pensiero allestiti nei 23 capitoli che compongono l’opera (Qui Edit, 256 pagine, 20,00 euro). Il titolo è mutuato da quello di una poesia di Montale (da “Satura”) e allude al distacco dalla vita, ossia al viaggio di cui Montale dice non «saperne nulla», mentre Carrara sembra positivamente convinto che la morte sia un uscire dal mondo in cui si realizza «un’esperienza che è un sapere che vale più di quello di Salomone». Anche qui il pensiero dell’autore si appoggia a una costellazione di nomi (Cristo, Sigmund Freud, Jacques Lacan) intesi come i veri amici del pensiero-parola con cui entriamo in relazione con gli altri e, attraverso gli altri, con l’Altro. Così, nelle valutazioni e nelle soluzioni proposte da Carrara, sta sempre in primo piano una robusta fede in una visione della vita dell’uomo come esperienza segnata, quando sia dato al pensiero il giusto ruolo che gli compete, da una positività consolante, trovata essenzialmente nel messaggio evangelico incrociato senza frizioni con lo sguardo psicanalitico. Per questi testi Carrara dichiara di rifarsi prevalentemente agli scritti di Giacomo Contri e di Massimo Recalcati, quest’ultimo presente spesso anche come complice di un ideale dialogo con Carrara che conversa su temi quale quello del rapporto padri-figli e che, di qui, passa a prospettive interessanti - e decisamente aperte a orizzonti consolanti - riguardo al tabù della morte, al suo superamento nell’additare, parlando per esempio di Edipo e di Ulisse, quella preziosa “via stretta” attraverso la quale il viaggio potrà compiersi nella luce. • © RIPRODUZIONE RISERVATA