Rebaudengo, l'arte del Preludio fra Bach, Debussy e Gershwin

Andrea Rebaudengo: ha studiato a Milano. Suonerà anche il 24 e il 26 ottobre al teatro Grande
Andrea Rebaudengo: ha studiato a Milano. Suonerà anche il 24 e il 26 ottobre al teatro Grande
Luigi Fertonani12.10.2014

Tornano da stamattina – l'appuntamento è per le 11 al Ridotto del Grande – i concerti domenicali con i musicisti dell'Ensemble del Teatro Grande, un gruppo diretto da Sandro Laffranchini, primo violoncello dell'orchestra del teatro alla Scala di Milano: il protagonista sarà il pianista Andrea Rebaudengo.
Il programma odierno comprende brani di Preludi composti da Bach, Debussy, Gershwin, Rota e Antonioni. In particolare, il recital inizierà col Preludio in la minore BWV 889, il Preludio in fa minore BWV 881e il Preludio in re maggiore BWV 874 di Johann Sebastian Bach, che sono tratti dal Clavicembalo ben Temperato del genio musicale di Eisenach. Si tratta di una specialissima raccolta bachiana, con un Preludio in tonalità maggiore o minore – seguito da una Fuga nella stessa tonalità e nello stesso modo – costruito su ogni grado della scala musicale, a dimostrazione della bontà del temperamento equabile che si andava affermando rispetto ad altri tipi di temperamento, di divisione della scala musicale.
Seguiranno tre brani dai Préludes di Claude Debussy: «La fille aux cheveux de lin», «La sérénade interrompe» e «Bruyères» tratti dal Primo e dal Secondo Libro del compositore francese, che si riferisce al modello di Chopin… Il quale si riferisce a sua volta al Clavicembalo ben temperato di Bach.
I Preludi debussyani possiedono un carattere diverso rispetto al modello bachiano. Come anche i quattro Preludi Diatonici di Francesco Antonioni che Andrea Rebaudengo eseguirà subito dopo, caratterizzati da una scrittura che guarda molto al repertorio jazzistico. «Il Preludio, nel corso dei secoli, è cambiato - osserva il musicista -: una volta era un brano che aveva il compito di aprire il discorso. Un po' per volta si è reso autonomo».
NELL'ULTIMA PARTE del suo recital Andrea Rebaudengo interpreterà dieci dei 15 Preludi scritti nel 1964 da Nino Rota, e infine Tre Preludi di George Gershwin; un vero e proprio viaggio nell'evoluzione di questa forma musicale che tanta importanza ha avuto e ha nel repertorio musicale.
Andrea Rebaudengo, originario di Pesaro, ha studiato a Milano e fra i suoi maestri ha avuto Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich e Andrzej Jasinsky. Ma ha studiato anche composizione con Danilo Lorenzini.
Vincitore del primo premio al Concorso pianistico internazionale di Pescara nel 1998, del terzo premio al Concorso «Robert Schumann» di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993, Rebaudengo è un pianista dall'attività poliedrica: alla carriera solistica affianca un'intensa collaborazione con la cantante Cristina Zavalloni e con l'ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro, col quale suonerà anche il 24 e 26 ottobre prossimi al teatro Grande nel «Sogno di una cosa» di Mauro Montalbetti.
IL BOTTEGHINO di corso Zanardelli apre stamattina dalle 10. Il biglietto intero va dai 15 euro (intero) agli 8,50 (per il biglietto ridotto).