Pfm, un viaggio infinito
alle porte del sogno

09.11.2017

«Dopo aver attraversato lo spazio temporale di molte epoche siamo ancora in volo». Così il gruppo rock italiano più famoso nel mondo annuncia il suo ritorno sulle scene con il primo album di canzoni originali dal 2006. Da allora, Francone Mussida, chitarrista storico, ha abbandonato la Forneria lasciando Franz Di Cioccio e Patrick Djivas al posto di comando, con uno stuolo di collaboratori fra cui anche la nuova sei corde Marco Sfogli ed un altro nome storico come Lucio Fabbri. Con loro è nato un disco (realizzato anche in versione inglese) nel quale la Premiata cerca di tener fede alle proprie radici guardando anche alla modernità. Con una prima parte morbida ed onirica ed un «lato B» più corposo e soddisfacente. Qui i momenti migliori: dalle derive ambientali de «Il cielo che c’è» all’indignazione del singolo «Quartiere generale», dalla festa prog alla «Celebration» dello strumentale «Freedom square», fino al pianoforte liquido di Stefano Bollani che chiude il viaggio sulle note di «Big Bang».

(InsideOut Music)

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