L’orchestra di Guanajuato
e Mintz: dialogo perfetto

La Guanajuato Symphony Orchestra  e Roberto Beltrán-Zavala Il violinista Shlomo Mintz v ha offerto due brillanti fuori   programma
La Guanajuato Symphony Orchestra e Roberto Beltrán-Zavala Il violinista Shlomo Mintz v ha offerto due brillanti fuori programma (BATCH)
Nadia Spagna05.06.2017

Il grande violinista Shlomo Mintz e la Guanajuato Symphony Orchestra sono stati protagonisti ieri sera del concerto in cartellone del 54esimo Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. La Guanajuato Symphony Orchestra è un’orchestra messicana che festeggia quest’anno i suoi 65 anni di attività in tournée mondiale.

Roberto Beltrán-Zavala ha dunque diretto la compagine affiancando anche una grande stella del concertismo internazionale, il violinista russo Shlomo Mintz, con il quale ha eseguito lo spettacolare «Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64» di Mendelssohn. Ogni battuta esalta le possibilità espressive dello strumento solista ma anche del musicista, lasciando ampio spazio al virtuosismo. Elementi che Mintz ha raccolto a piene mani grazie alla sua grande esperienza, infondendo di pari passo quella positività determinata dalla brillante e originale invenzione tematica sprigionata dal genio di Mendelssohn.

Il dialogo con l’orchestra ha determinato la creazione di un suono avvolgente e ricco, dove i virtuosismi del solista si sono librati inserendosi con facilità espressiva nel discorso orchestrale. Generosissimo Mintz, sia durante l’esecuzione del concerto e sia in seguito: è tornato alla ribalta ben due volte per l’esecuzione di due strabilianti brani fuori programma.

L’orchestra ha proposto un brano che il compositore messicano Adalberto Tovar Gómez ha creato per festeggiare l’anniversario, «Meditaciones acústicas». Meditazioni e suggestioni sonore, caratterizzate da un’impalcatura ritmica sostenuta da una nutrita presenza di strumenti a percussione i cui colori hanno contribuito a creare un’atmosfera quasi ipnotica. Ottima la gestione del suono d’insieme di questa orchestra che ha gestito ad altissimo livello l’incrocio dei ritmi e i delicatissimi equilibri timbrici voluti dal compositore.

Il concerto si è poi concluso con l’esecuzione della «Sinfonia n. 5 in re minore op. 47» di Dmitri Sostakovic.

IL REGIME stalinista voleva da Sostakovic una composizione rispettosa dei grandi classici, il compositore trovò la via per esprimere il proprio stile: rispetta le strutture ma aggiorna e semplifica il linguaggio. Sostakovic immaginò la sinfonia come un percorso ideale lungo il quale avvenga lo sviluppo della personalità umana. Quel che l’orchestra deve saper fare è sostenere l’unità narrativa, poiché il compositore la concepì come una pellicola cinematografica dedicata all’Uomo e alle sue esperienze di vita. Una storia di vita a lieto fine, briosa ed energica, come la voleva il regime.

Grandi speranze e grande dialogo orchestrale ottimamente sostenuto dall’orchestra: suono d’insieme ricco e ben definito. Generosa risposta del pubblico sia per Mintz che per l’orchestra: scroscianti applausi e numerose chiamate alla ribalta.