Brescia a chilometro
zero? Il grande
sogno è De Zerbi

Roberto De Zerbi: bresciano, classe 1979, ha espugnato San Siro battendo il Milan con il BeneventoAndrea Caracciolo, 36 anni, e Stefano Minelli, 24, dopo il pareggio con il Cesena.
A 5 giornate dalla fine il Brescia è ormai a un passo dalla salvezza diretta FOTOLIVE
Roberto De Zerbi: bresciano, classe 1979, ha espugnato San Siro battendo il Milan con il BeneventoAndrea Caracciolo, 36 anni, e Stefano Minelli, 24, dopo il pareggio con il Cesena. A 5 giornate dalla fine il Brescia è ormai a un passo dalla salvezza diretta FOTOLIVE
Gian Paolo Laffranchi 23.04.2018

Le basi solide ci sono. Massimo Cellino ne è convinto e già pensa all’individuazione dell’architetto per la costruzione del nuovo Brescia. Il primo step, conquistare la salvezza, è virtualmente raggiunto. «Prima conserviamo la categoria, poi puntiamo in alto», diceva l’estate scorsa il neo presidente. Il progetto prevede l’assalto alla Serie A dalla prossima stagione, la seconda della nuova era. E i piani per il futuro si stanno già delineando. La squadra non sarà rivoluzionata: «La maggior parte dei giocatori è da tenere», ha chiarito Cellino al termine della sfida pareggiata con il Cesena, dodicesimo punto conquistato nelle ultime 6 partite.

PRIMA di tutto, l’allenatore. Che cambierà. Roberto Boscaglia sta facendo bene, ha svoltato e sta conducendo la nave in porto con buon anticipo come due campionati fa, anche se il viaggio stavolta è stato più accidentato: l’esonero in mezzo con l’interregno-Marino, le critiche del presidente che nascono da un rapporto mai decollato, da un feeling mai nato. Non sono male 33 punti in 24 partite, come non lo erano i 54 ottenuti in 42 giornate nel 2015/16. Il fatto è che Boscaglia è l’allenatore su cui Cellino ha puntato in un momento delicato della stagione, confermandogli la fiducia e venendo ripagato a suon di risultati, ma non è l’allenatore che si è scelto: l’ha trovato, eredità della passata gestione, e ha deciso che per il primo obiettivo prefissato facesse al caso suo. Adesso cerca una guida che si adatti alla sua idea di Brescia, all’idea che ha per la prossima stagione: quella di una squadra costruita per inseguire la promozione. I nomi sulla lista ci sono, a cominciare da Roberto De Zerbi. Una soluzione a chilometro zero, data la profonda brescianità dell’obiettivo presidenziale. Un profilo che a Cellino piace tanto, e da mesi. Gli sarebbe piaciuto già ad ottobre, quando provò a convincerlo, non ci riuscì e allora si rivolse a quello che era stato il suo maestro, Pasquale Marino. Cercava, Cellino, un allenatore di forte personalità, votato al belgioco, con cui confrontarsi parlando la stessa lingua. Ma con Marino le cose non sono andate bene. E De Zerbi è rimasto un suo pallino. In questi mesi De Zerbi si è fatto apprezzare alla guida di un Benevento preso da Marco Baroni in condizioni disperate, alla prima esperienza della sua storia in Serie A. Il Benevento è retrocesso aritmeticamente ieri, ma ha venduto cara la pelle e l’altra sera si è tolto la soddisfazione di espugnare San Siro, battendo il Milan. Una vittoria che resterà negli annali del club campano, anche se non è servita ad evitare il ritorno in B.

DE ZERBI È CRESCIUTO in curva, è tifosissimo del Brescia e nel Brescia ha giocato, per una sola mezza stagione: era il 2008, non fu promozione. Gli è andata meglio con Foggia, Catania e Napoli: 3 i campionati vinti dal talento che era sbocciato nel Milan, dopo aver tirato i primi calci a Mompiano. Da allenatore ha guidato il Darfo fra i dilettanti, il Foggia in C (lasciato a Giovanni Stroppa, altro ex Brescia, che l’ha condotto in B), il Palermo in A (chiamato al posto di Davide Ballardini e poi esonerato), dall’ottobre scorso il Benevento: una mission impossible affrontata con orgoglio. De Zerbi corrisponde all’identikit celliniano per la panchina del Brescia, ma non è il solo nome della lista. Proprio Baroni, che gli ha consegnato il Benevento dopo averlo portato in A, è un allenatore che interessa. Ha 16 anni di più e maggiore esperienza, anche se sul piano del gioco sembra meno vicino ai desiderata del presidente. È ambizioso e sta facendo molto bene con il Venezia, portato in B e ora in corsa per gli spareggi-promozione, Pippo Inzaghi. Un altro potenziale candidato per la prossima stagione biancazzurra. E sul taccuino c’è pure Roberto D’Aversa, che come Inzaghi è stato promosso con il Parma e adesso lotta per la Serie A. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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