Ben Harper
super: doppio
trionfo al Vittoriale

Ben Harper incantato dal Vittoriale: «Non merito di suonare in un posto meraviglioso come questo...»Ben Harper saluta il pubblico di Gardone Riviera a fine concertoIl colpo d’occhio suggestivo del Vittoriale degli ItalianiSold-out i due show del musicista americano FOTOLIVE/FILIPPO VENEZIA
Ben Harper incantato dal Vittoriale: «Non merito di suonare in un posto meraviglioso come questo...»Ben Harper saluta il pubblico di Gardone Riviera a fine concertoIl colpo d’occhio suggestivo del Vittoriale degli ItalianiSold-out i due show del musicista americano FOTOLIVE/FILIPPO VENEZIA (BATCH)
Claudio Andrizzi11.08.2017

Era prevedibile: dopo i minacciosi temporali del pomeriggio, anche ieri sera il cielo sopra Gardone Riviera si è coperto di nuvole, lasciando cadere qualche fastidioso scroscio di pioggia sulla platea del Vittoriale, stipata fino all’ultimo centimetro. Ma questo non ha impedito a Ben Harper di conquistare un pubblico di fan in adorazione, accorso sulle sponde del Garda per il primo dei due show esclusivi concessi all’Italia come evento conclusivo di Tener-A-Mente 2017. Questa sera si replica con un nuovo sold out, prima che cali il sipario sulla settima edizione del festival gardesano: una lunga avventura di musica che ha avuto come clamoroso epilogo la «doppietta» del musicista californiano.

UN UOMO solo al comando, sul palco per due notti senza rete di protezione, puntate sul format dell’«acoustic evening» che spesso Harper propone negli Usa e che lo vede in palcoscenico senza trucchi e senza inganni, accompagnato unicamente dalla sua chitarra e da quella «slide» di cui è ormai considerato un maestro.

«Che onore essere qui – ha esordito –. Non so cosa mi merito, ma certo non di suonare in un posto meraviglioso come questo». E poi via, nella dimensione come sempre a due facce dello show acustico: da una parte, l’occasione di vedere un artista mettersi a nudo in una rara comunione d’intenti con la propria musica; dall’altra il rischio, sempre in agguato, di un artificio di comodo per collezionare serate con budget sicuramente più contenuti ma comunque ad alta resa. Ben Harper ha puntato sulle sue qualità di performer di razza, dotato della rara capacità di prendere in pugno ogni tipo di situazione. Così è stato anche a Gardone, in poco meno di due ore di concerto costellato dai classici di un repertorio ormai vasto: dall’attacco languido di «Waiting for you» e «Deeper and deeper» all’incantevole «Lifeline», dall’acclamatissima «Diamonds from the inside» all’indignazione civile di «Call it what it is», Harper ha navigato fra le pagine più significative della sua musica, arrivando ad esaudire il desiderio di una spettatrice offrendole la possibilità di duettare con lui in «Amen Omen» (e la signorina Laura se l’è cavata alla grande, fra l’entusiasmo di un pubblico ormai inzuppato).

Insomma, oltre che per la forza espressiva che ha saputo infondere a brani come «She’s only happy in the sun», mister Harper ha vinto anche per simpatia e disponibilità. E con la cover finale di «Sexual healing» di Marvin Gaye persino la luna è rispuntata in cielo ad ascoltare.

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