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I Musicanti di Provaglio d’Iseo celebrano quest’anno un quarto di secolo di attività impreziosita anche da esperienze all’estero
I Musicanti di Provaglio d’Iseo celebrano quest’anno un quarto di secolo di attività impreziosita anche da esperienze all’estero (DAMATOA)
Cinzia Reboni27.06.2017

Cinzia Reboni

«Piccoli» ma... internazionali. I Musicanti di Provaglio d’Iseo in un quarto di secolo di strada ne hanno fatta davvero tanta. E nel vero senso della parola: si può dire che abbiano attraversato in lungo e in largo la Penisola, spingendosi anche oltre confine, stringendo un patto di amicizia artistica con la Banda tedesca di Welden, nel 2002, e offrendo la «colonna sonora» al gemellaggio culturale stretto dal Comune con Dardilly, una località francese nell’hinterland di Lione, dove si è recentemente tenuto il Concert des Harmonies italienne et française. «Un’esperienza importante - ammette la presidente Maria Grazia Raineri -: siamo stati ospitati dalle famiglie francesi, e questo ha dato modo di stringere un rapporto ancora più profondo con la realtà che ci ha accolto».

I tre giorni trascorsi in Francia hanno permesso ai Musicanti di Provaglio di «confrontarsi in modo costruttivo e condividere un’esperienza importante - spiega Paolo Civini, che nel 2002 ha preso il posto di Aldo Trivella sul podio della Banda -: è fondamentale imparare, crescere e migliorare, ma nello stesso tempo apprezzare ed essere consapevoli delle proprie capacità: non è detto che il meglio sia sempre altrove».

NEL 2017 I MUSICANTI compiono 25 anni. Un compleanno da festeggiare in grande stile con il Festival bandistico di Franciacorta, in programma dal 6 al 9 luglio, che di fatto sostituirà il tradizionale Concerto d’Estate promosso in occasione della festa dei patroni. «La terza edizione del Festival vedrà la partecipazione del Corpo bandistico parrocchiale “Don Carlo Vezzoli“ di Roncadelle e della Filarmonica Conca d’Oro della Valle Sabbia nei concerti in programma nella piazza antistante il municipio - anticipa Maria Grazia Raineri -, e sarà impreziosita dalla partecipazione dell’Orchestra di fiati di Valle Camonica, che darà un notevole lustro alla manifestazione nel concerto finale di domenica 9 nella cantina Barone Pizzini».

ELETTA PRESIDENTE un anno fa, Maria Grazia Raineri non nasconde che «i mezzi a disposizione della Banda sono pochi, ma la qualità del nostro lavoro è elevata». La scuola di musica è l’Accademia: non è nata insieme alla Banda, ma qualche anno dopo. Oggi conta una quarantina di allievi seguiti da 9 maestri e, oltre ad ottoni e percussioni, vi si insegna anche il pianoforte, «uno strumento importante per l’accompagnamento di altri strumenti, fondamentale per chi studia composizione», aggiunge il direttore Civini.

Da qualche anno è attivo il progetto Scuola Musica Attiva nelle classi di terza elementare per avvicinare i bambini all’utilizzo degli strumenti musicali. Il percorso per approdare alla Banda dei «grandi» parte dalla scuola, ma c’è una tappa intermedia, costituita dalla mini banda, composta attualmente da 12 ragazzi. «Strada facendo alcuni abbandonano il gruppo - sottolinea Maria Grazia Raineri -. Per questo la scuola è importante: perchè è una sorta di “laboratorio“ indispensabile per garantire il ricambio e l’integrazione, nonchè il raggiungimento dell’affinamento delle qualità dell’organico nel corso del tempo».

Paolo Civini, che si è approcciato alla direzione sotto l’egida artistica del compositore Claudio Mandonico, è arrivato a Provaglio dopo aver diretto nel 2008 la Banda di Roé Volciano e fino allo scorso anno quella di Villanuova, mentre ora guida anche il Corpo bandistico di Ghedi. A 17 anni è entrato nell’Orchestra Giovanile Italiana come prima tromba, e ha poi collaborato con orchestre importanti come la Arturo Toscanini di Parma, il Teatro Regio di Torino e il Teatro alla Scala di Milano, prima di vivere l’esperienza come direttore ospite della Banda dell’Università di Stanford nel Dinkelspiel auditorium in California, dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza delle realtà bandistiche universitarie americane. Un prestigioso curriculum che si specchia in un repertorio che oggi «spazia dai brani originali per Banda alle trascrizioni di pezzi operistici di compositori italiani, Verdi in primis - spiega Civini -. La musica per Banda di buon livello è difficile da reperire. Nei nostri concerti, per catturare tutti i gusti, inseriamo anche musica leggera, arrangiamenti jazz, colonne sonore di Morricone o Rota. Insomma, un repertorio versatile, che deve però tenere conto ogni volta anche del contesto».

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