Carpenedolo:
la Banda «strega»
l’Europarlamento

La Banda di Carpenedolo durante la recente  visita al  parlamento europeo di Strasburgo dove ha avuto la prestigiosa  occasione di esibirsi
La Banda di Carpenedolo durante la recente visita al parlamento europeo di Strasburgo dove ha avuto la prestigiosa occasione di esibirsi
Cinzia Reboni 07.11.2017

Cinzia Reboni

Per i suoi settant’anni il Corpo Musicale di Carpenedolo si è regalato una passerella europea: in giugno il Parlamento di Strasburgo ha spalancato le porte al gruppo guidato da Mario Mazza. Esibizione, foto di rito, visita guidata all’Europarlamento: «Un’emozione unica - ammette Claudio Marini, presidente dal 2011 e “colonna“ della Banda, dove suona il sax dal 1981 -. Dopo aver portato la nostra musica a Roma e a San Marino, volevamo puntare ancora più in alto, ma tutto questo ci sembrava un’utopia. E invece, grazie al prezioso aiuto della Pro loco e all’invito dell’onorevole Luigi Morgano, il sogno si è realizzato e abbiamo varcato la soglia del massimo organo che rappresenta l’Europa unita».

Se il concerto in terra francese è stato sicuramente l’evento dell’anno targato 2017, non sono mancate le performance a «chilometro zero», a partire da quella promossa in occasione della Fiera di San Bartolomeo, in agosto, e dal concerto all’alba.

«In settembre abbiamo suonato, alle 6 del mattino, sul Monte Rocchetta - racconta Claudio Marini -. Nel programma, emblematicamente intitolato “O sole mio“, era stato inserito anche un meedley degli Abba. Un’esibizione molto apprezzata dal pubblico che, nonostante la levataccia, ci ha applaudito a scena aperta».

IMMINENTE INVECE il tradizionale appuntamento di Natale: per il concerto di sabato 16 dicembre a palazzo Deodato Laffranchi «abbiamo scelto un programma di brani totalmente natalizi - anticipa il direttore Mario Mazza, sul podio dal 2004 -. In genere la scaletta del concerto miscelava più generi, ma per questa edizione abbiamo optato per un tema unico».

Il repertorio della Banda è del resto ampio. «Devo scegliere musiche che piacciano soprattutto a chi le suona - ammette Mazza -. Le composizioni per banda sono infinite: dai brani originali alle colonne sonore, fino alle trascrizioni di opere famose. Cerco di trovare il giusto compromesso scegliendo brani stimolanti e adatti a mantenere un livello tecnico accettabile. L’importante è accontentare tutte le generazioni, visto che il nostro organico va da ragazzi che frequentano la prima superiore fino a chi sfiora gli ottant’anni. Un mese fa ho inserito in programma persino “Despasido“ in versione per banda...».

LA FORMAZIONE di Carpenedolo è rafforzata dalla scuola di musica, dove quattro insegnanti specializzati «plasmano» i nuovi talenti.

«La scuola è una garanzia di ricambio generazionale - sottolinea Marini -, anche se non è facile catturare l’interesse dei giovani. In paese, poi, sono attive altre due realtà musicali che pian piano hanno inserito anche lo studio di strumenti e fiato, e questo ovviamente penalizza un po’ tutti, disperdendo le forze». Gli allievi che dalla scuola di musica passano nell’organico principale «alzano il livello tecnico del gruppo, anche perchè i giovani hanno più tempo per dedicarsi allo studio dello strumento rispetto a chi ha impegni di lavoro - spiega il direttore -. Quando sono pronti per il “grande salto“ vengono inseriti nella formazione a gruppi, proprio per evitare ingressi singoli che potrebbero avere un impatto traumatico». Importante anche il contatto con le scuole del paese. «Per il secondo anno è stato messo a frutto il progetto “Tatapum! - Nati per la musica“, in collaborazione con il Sistema bibliotecario Brescia Est - spiega il presidente Marini -. Un’iniziativa pensata per coinvolgere i bambini dell’asilo e delle elementari: due volte all’anno vengono proposte delle storie con suoni onomatopeici per suscitare nei piccoli un precoce interesse verso il mondo della musica».

E ALLE NUOVE GENERAZIONI guarda anche il maestro Mazza, che da un paio d’anni coordina e dirige Il Garda Music Fife, una formazione di una quarantina di studenti provenienti dalla scuola media Rogazionisti di Desenzano, dalla media Pascal di Castiglione e dall’elementare di Salò, che suonano il fife, strumento simile al flauto traverso. «Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Theodora onlus di Milano - spiega Mazza - e l’intento è quello di farci portavoce, attraverso esibizioni a scopo benefico, di un messaggio di cultura e speranza a chi attraversa un periodo della propria vita non particolarmente fortunato».

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