Bedizzole gira
il mondo di corsa
con la Fanfara

La  Fanfara dei Bersaglieri di Bedizzole è diventata l’ambasciatrice della tradizione artistica e dei valori militari italiani nel mondo
La Fanfara dei Bersaglieri di Bedizzole è diventata l’ambasciatrice della tradizione artistica e dei valori militari italiani nel mondo
Cinzia Reboni 04.09.2018

In giro per il mondo da più di trent’anni, sempre di corsa. E non potrebbe essere diversamente per una Fanfara di Bersaglieri. Ma la «Aminto Caretto» di Bedizzole non è la «solita» fanfara: la sua fama ha ormai varcato i confini nazionali ed ha oltrepassato l’oceano, tanto che il gruppo è considerato a buon diritto l’«ambasciatore» dell’Italia nel mondo.

REDUCE DALL’ULTIMO, grande successo al Norwegian Military Tattoo di Oslo in aprile, la Fanfara di Bedizzole sta già affilando le armi - e gli strumenti - in vista dei prossimi prestigiosi impegni. «In Norvegia siamo stati l’unico gruppo di musicisti non professionisti ad esibirci in un contesto prettamente militare e ad essere considerati al pari delle oltre dieci band professioniste presenti, provenienti da Nuova Zelanda, Svezia, Svizzera, Scozia, Danimarca e Stati Uniti - spiega Gianfranco Amicabile, presidente della Fanfara da oltre 15 anni -. In Italia non esistono eventi di questo genere, non fa parte della nostra cultura. All’estero è tutta un’altra cosa: le performance si svolgono nei palazzetti e nelle arene, ed ogni gruppo rappresenta la propria nazione. Sono pochissime le fanfare italiane che riescono a dare questo tipo di servizio. Si tratta di confrontarsi con professionisti di alto livello, misurarsi con musicisti diplomati, professionisti stipendiati. In Italia il livello delle fanfare militari è quello che è, ma la nostra associazione riesce a dare prestazioni come quelle in armi di tanti anni fa, anche se l’impegno è davvero enorme». Ma la soddisfazione non ha prezzo. «I palazzetti si riempiono anche di 30 mila persone paganti, sembra di essere a un concerto rock - sottolinea Amicabile -. Si tratta di una tradizione molto viva, soprattutto nel Nord Europa». Le note, del resto, uniscono, «perché si tratta di un linguaggio universale, anche se è scritto in italiano: al Military Tattoo di Oslo c’erano 850 suonatori che leggevano la musica tutti allo stesso modo».

IL GRUPPO, TRASCINATO dal 2006 dal capofanfara Alex Bertocchi, partecipa ad un paio di eventi l’anno. «Di più non potremmo fare - spiega il capofanfara -: non sempre siamo in grado di affrontare trasferte lunghe e impegnative, sia per problemi di tempo che economici. Scegliamo in base alla portata dell’evento, cerchiamo di raggiungere sempre un nuovo traguardo, di sondare nuove proposte». Per il 2019 è già certa la partecipazione al Raduno nazionale dei Bersaglieri di Matera il 12 maggio. «Dall’estero ci sono già arrivate quattro richieste: due dalla Danimarca, una dalla Finlandia e una in Virginia, ma stiamo valutando il da farsi». Come per le Bande musicali, anche per le Fanfare uno dei problemi principali è la garanzia di un ricambio generazionale. «Non essendoci più il servizio militare obbligatorio è venuto meno il nostro “vivaio” naturale - spiega Bertocchi -. A questo va aggiunto il fatto che, per statuto, i ragazzi che entrano nella Fanfara devono avere almeno 16 anni, limite ora sceso a 14. C’è poi il problema degli strumenti, perchè in una fanfara ci sono solo gli ottoni, e quindi il campo di scelta si restringe ulteriormente. Difficile avvicinare i giovani al nostro mondo, ma c’è da dire che, quando si appassionano, non ci abbandonano più». «Il nostro compito non è solo quello di insegnare uno strumento e trasmettere la passione per la musica - spiega il capofanfara Alex Bertocchi-. Al giorno d’oggi è difficile insegnare qualcosa ai giovani, ma attraverso la fanfara riusciamo a far rivivere il clima di volontariato, di fratellanza e di rispetto che si respirava nelle camerate durante il servizio militare. Noi tutti questi valori li trasmettiamo attraverso la musica, cercando di tenerli vivi».

IN QUESTI GIORNI un allievo della Fanfara, Nicola Sigurtà di Carzago, che nella formazione suona la tromba, presterà giuramento dopo aver partecipato al progetto «Studenti con le stellette» della Fondazione Minoprio a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como. «Si tratta di una full immersion di 15 giorni tra le regole e la formazione del servizio militare - spiega Alex Bertocchi -, partecipando ai corsi antincendio e di primo soccorso e respirando la stessa atmosfera che si viveva una volta in caserma».

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